lunedì 27 giugno 2011

Questo regime vuole impedire al cervello della rete di pensare...


non credevo che questa volta i fatti mi dessero subito ragione:
Il vero scopo di questa censura è colpire soprattutto i blogs.

Come un tempo, il fascismo voleva impedire a un cervello di pensare almeno per vent'anni, così oggi questo regime vuole impedire al cervello della rete di pensare. Comincia, dunque, il giro di vite. Hanno capito che non è Annozero, non è Crozza, non è Ballarò a creare un nuovo clima di opinione, ma è la rete, ed è lì che c'accingono a colpire. Sento già puzza di censura.  Ora il regime vuol fare sul serio, non contento di chiudere quei programmi scomodi, s'appresta a chiudere la bocca a cittadini "comuni" che non hanno diritto di parola, che devono tornare a scrivere sui loro diari e a tenerli chiusi in un cassetto, cittadini che non devono nuocere perché non hanno un nome, non sono famosi, non hanno un giornale su cui scrivere, e quindi non hanno alcun diritto di scrivere rivolgendosi a un pubblico più vasto. Che un post venga letto da duecento persone, anziché da due, è già qualcosa che può dare fastidio, perché quelle duecento persone sono lettori attivi, opinion-leader, gente che crea un comune sentire. Torniamo al Medioevo, ai cahiers de doléances, ma ricordiamoci poi che fine fecero Luigi XVI e L'Ancien Régime...

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