giovedì 22 novembre 2012

Corteggiamento, seduzione, segretezza


Il corteggiamento è un rituale, il cui scopo è manifesto e palese a coloro che vi partecipano. Esso mira alla “sessualità”, sia pure a una sessualità sublimata da nobili intenzioni o depurata dagli istinti più bassi. La seduzione, come modalità interattiva, può trasformarsi in una forma di corteggiamento, ma può anche essere fine a se stessa, ossia essere priva di conseguenze.

giovedì 4 ottobre 2012

Psicoanalisi ed Etoanalisi Bruno Corino

Confronto serrato tra l'etoanalisi e la psicoanalisi con al centro uno dei casi clinici più controversi di Sigmund Freud: L'Uomo dei Lupi.



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lunedì 1 ottobre 2012

Psicoanalisi ed Etoanalisi Bruno Corino


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martedì 25 settembre 2012

Psicoanalisi ed Etoanalisi di Bruno Corino

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domenica 23 settembre 2012

Psicoanalisi ed etoanalisi di Bruno Corino

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domenica 2 settembre 2012

Psicoanalisi ed Etoanalisi di Bruno Corino

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sabato 11 agosto 2012

Perché l’attualità ad ogni costo...

La domanda potrebbe essere posta in questi termini: perché l’attualità ad ogni costo? E variarla poi in questi altri termini: Cosa si nasconde dietro questo impulso verso l’attualità? Oppure: perché questa volontà di attualità, e, quindi, che senso ha l’attualità (posto che abbia un senso)? E riassumerla, infine, in questi termini: perché occorre essere nell’era della comunicazione imperante attuali a ogni costo?

mercoledì 8 agosto 2012

Contro l'eccesso di notizie e saperi


La vitalità dipende dalla capacità di provare o avere desideri. Il senso di vigore dell’organismo è dato dal superare tutte quelle resistenze che impediscono la soddisfazione del desiderio. È la durata dell’attesa ad accrescere, prima di arrivare alla sua soddisfazione, quel senso di vigore che investe l’essere.

lunedì 16 luglio 2012

La comicità di Enrico Brignano e il trionfo dell’Italiano medio


Lo spunto per scrivere queste riflessioni m’è stato offerto dallo show del comico romano Enrico Brignano mandato in onda da Canale 5. Così ho avuto modo di apprezzare vari suoi sketch. Brignano è un comico brillante e simpatico che sa mettere in scena alcuni tic degli italiani.

lunedì 30 aprile 2012

Una ministra a vocazione censoria

Ministra in pausa riflessione

...i governi passano, mi verrebbe da dire, ma la vocazione censoria, a quanto pare, no. Si vede che è più forte di qualsiasi altro istinto.
E così la ministra Severino, invece di preoccuparsi di come far funzionare la giustizia in Italia, della sua lentezza, in cima alle sue preoccupazioni ci sono i blogger. 
''E' necessario regolamentare i blog. Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino, ma lo deve fare anche lui seguendo le regole, credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, intervenuta a Perugia ad un incontro sul tema'' Etica e giornalismo'', parlando dell'ipotesi di regolamentare i blog. ''Il fatto di scrivere su un blog - ha detto ancora - non ti autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se stai trattando di diritti di altri. Ricordiamoci - ha avvertito il ministro - che i diritti di ciascuno di noi sono limitati dai diritti degli altri, io non posso intaccare il diritto di un'altra persona solo perche' sono lasciato libero di esprimermi''. ''Il problema non e' vederli con sfavore - ha aggiunto ancora il ministro della Giustizia - ma reprimere l'abuso anche se su internet e' piu' difficile e meno controllabile. Non c'e' un preconcetto, ma questo mondo va regolamentato altrimenti si finisce nell'arbitrio''. Il ministro ha precisato che anche in sede europea sono previsti incontri per trovare una normativa che regoli il mondo di internet. Fonte: Adnkronos



In questo momento che sto scrivendo un commento alle parole della ministra, ad esempio, e quindi che sto interloquendo con un altro cittadino sto per caso "ledendo" un suo diritto? Sto per caso impedendo a lei, ministra della giustizia, di poter esprimere la sua opinione? Non credo. Eppure, lei, come qualche sua collega del precedente governo, vorrebbe impedirmi di esprimere la mia opinione. Se io diffamassi qualcuno dal mio blogger, non ci sono leggi che sanzionano questo comportamento?

In realtà, ministra, cosa nasconde la sua prosa burocratica? Il convegno al quale lei ha partecipato doveva essere molto interessante: Etica e giornalismo. E' un bel tema da affrontare e analizzare. Ma qualcuno le avrà spiegato che i blog non sono testate giornalistiche, intendo dire qualche suo consulente l'avrà informato che i blog non sono equiparabili ai giornali?
Sicuramente lei avrà parlato di etica e giornalismo, ma avrà dimenticato di ricordare lo stile servile che le testate giornalistiche hanno deciso di adottare in questi ultimi anni, avrà sicuramente dimenticato di redarguirle, di richiamarle al loro dovere di essere al servizio dei lettori e non del potente di turno. Sicuramente avrà dimenticato di parlar loro della funzione del giornalismo di essere i guardiani della democrazia. Avrà dimenticato di parlare di queste cose alla sua platea, perché, all'improvviso s'è ricordato che nel mondo attuale esiste uno spazio di libertà (soggetto sempre e comunque alla legge) che non risponde a nessuna logica servile. Ed avrà pensato che oggi la vera preoccupazione di chi fa politica è mettere a tacere le "voci libere". Il vero problema, a quanto pare, è come restringere gli spazi di libertà o, nel linguaggio burocratese, come "regolamentare" questi spazi. Suvvia, ministra, non mi dica che la sua preoccupazione è come non ledere i diritti altrui. Il reato di diffamazione esiste, è previsto nel nostro codice penale:
La diffamazione, in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui:

« Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate» (Wikipedia).
Tra l'altro mi sembra anche abbastanza chiaro. Non le pare? Suvvia, ministra, non mi dica che la sua preoccupazione sia come non ledere i diritti altrui. Il reato di diffamazione esiste, è previsto nel nostro codice penale: "o con qualsiasi altro mezzo", sottinteso, anche un blog. Allora? Come la giustifichi questa vocazione censoria? Di cosa si ha paura? Si pensi davvero che mettendo la mordacchia al pensiero libero, in Italia, la classe politica si risolleverà perché si è messo a tacere il diritto di critica? Oppure, questo goffo tentativo sarà letto come l'ennesimo tentativo di autodifesa della "casta"? Ci rifletta...   

domenica 15 aprile 2012

Al bando tutte le formazioni politiche che si richiamano a presunte basi etniche



La Lega Nord sta per implodere.

Il sistema dei partiti tradizionali sta per implodere.

Dalle loro implosioni nasceranno tanti frammenti.

Assisteremo tra non molto alla formazioni di movimenti e partiti su basi etniche.

Le identità etniche sono un "imbroglio", un'illusione e una "finzione" culturale. Le rivendicazioni etniche portano all'odio e alla discriminazione.

Il termine etnia, con i suoi derivati, "è usato invariabilmente sia con l'intenzione di stigmatizzare gli altri, i diversi da sé, quanto con l'intento di indicare se stessi a scopi autocelebrativi" (Ugo Fabietti, L'identità etnica).

Una democrazia degna di questo nome deve avere la forza e il coraggio di vietare per legge la nascita e la formazione di ogni partito o movimento che vuole fondarsi su presunte basi etniche.

Le cosiddette rivendicazioni etniche sono il prologo alle discriminazioni razziali. Una democrazia degna di questo nome non può mostrarsi né tollerante né connivente con queste presunte rivendicazioni. Questi movimenti etnico-razzisti (ed xenofobi) si propagheranno se troveranno indifferenza e complicità.

La Costituzione italiana deve vietare espressamente la nascita e la formazione di movimenti di ispirazione etnica o razziale.

Fermiamoli con una proposta di legge di iniziativa popolare.

Fermiamoli prima che sia troppo tardi.

sabato 7 aprile 2012

Comunità, centro di potere, vuoto di potere, lotta di potere


È sufficiente che delle persone siano accomunate da uno o più tratti per tracciare un cerchio e costituire una comunità. 

Un cerchio ha senso se ha un “centro”. Mentre gli altri si dispongono intorno, in mezzo al cerchio ci deve essere un centro verso cui gli sguardi convergono e che tiene coesa la comunità. 

Un cerchio ne può comprendere altri al suo interno. Cosicché la loro gerarchia si distribuisce in relazione alla vicinanza/distanza dal centro. Il centro dunque rappresenta il nucleo della comunità. Le circonferenze, invece, rappresentano i confini e costituiscono una gerarchia. 

Tra centro e circonferenza si stabilisce lo stesso rapporto dialettico che sussiste tra il padre e i fratelli, oppure tra l’ineguale e gli uguali. I “fratelli si dispongono intorno al cerchio, mentre il “padre” è posto al centro. Tra gli “uguali”, disposti intorno alla circonferenza, deve esistere una relazione indistinta. Alcuni possono essere maggiori, e disporsi sulla circonferenza più vicina al centro, altri minori, e disporsi sulla linea della circonferenza più distante dal centro, comunque rimangono sempre nei limiti delle rispettive circonferenze. 

Ognuno sorveglia il proprio vicino affinché non travalichi la linea della circonferenza e non si proietti verso il centro. Le circonferenze sono linee invisibili: esistono, ma non si vedono. 

Lo stare vicino al centro può essere deciso da criteri diversi: l’età (o l’anzianità), il merito (o i titoli), la parentela, la simpatia, lo zelo, ecc. A decidere il criterio di prevalenza è la forma della comunità, ma anche il tipo di centro che si è costituito. 

La mancanza di centro predispone la comunità alla diaspora, quando il vuoto permane e non viene immediatamente colmato. Mentre la mancanza di riconoscimento del centro da parte dei loro membri li predispone all’espulsione dalla comunità. 

Quando all’improvviso il cerchio perde il centro, la circonferenza più vicina tende immediatamente di collocarsi al centro al fine di evitare il vuoto di potere. Ma non tutti i membri della circonferenza più vicina al centro vacante possono costituire il centro. Occorre una selezione interna. Si apre così all’interno della circonferenza più vicina al centro una lotta di potere. Dopo un breve periodo di tregua, durante il quale ognuno cerca di saldare alleanze e stringere nuovi patti di fedeltà, si apre una spietata lotta per conquistare il centro. 

Nelle linee gerarchiche delle circonferenze si crea una fase di scombussolamento: ogni membro, se fa la scelta “vincente” può passare sulla circonferenza più vicina al nuovo centro. Ci sarà dunque un rimescolamento di carte. 

Perché i vuoti di potere sono costantemente riempiti da una triade? Tra i due “veri” competitori s’insinua sempre un “terzo”, che ha il compito di impedire che la lotta per il potere possa sconfinare nella “rottura” della comunità. Il “terzo” fa da barriera nello scontro diretto tra i due reali competitori. Ha la funzione di mediare durante il periodo di tregua. I due veri competitori, rispetto al centro di potere precedente, incarnano la figura del “critico” e del “fedele”, e quindi rappresentano rispettivamente l’elemento di “rottura” o di “continuità” con il vecchio centro. Se il vecchio centro scompare in gloria, a vincere sarà la fedeltà o la continuità, se, invece, finisce in modo inglorioso, vincente sarà la figura critica e quindi la discontinuità.

martedì 3 aprile 2012

Massa e potere di Elias Canetti o della capacità di sapere guardare nel nucleo più profondo del potere

Elias Canetti (1905-1994)

Massa e potere di Elias Canetti è il libro che più di ogni altro mi ha insegnato a osservare il potere con occhi completamente diversi. Anzitutto, mi ha insegnato a osservare il potere con la “p” minuscola. Una volta ho definito questo tipo di potere, in “memoria” di un racconto famoso di Dostoevskij, come il potere del sottoscala, in contrapposizione al potere dei “piani alti”, dove solitamente esso viene indagato e analizzato con perizia. Il potere con la “p” minuscola è quel tipo di potere che s’annida nei gesti e nei comportamenti più ovvi, più banali; nella pratica quotidiana. Insomma è quel potere che si trova laddove non te la aspetti.

mercoledì 28 marzo 2012

Modus operandi, stile interazionale: la seduzione


La seduzione è, senza dubbio, lo stile interazionale più "inquietante", perché è uno stile che nel fascino ha la sua arma segreta quando occorre catturare l’altrui attenzione.

Genesi e storia dell'Etoanalisi

Ho messo mano all’etoanalisi nel novembre del 2003. All’inizio la definivo Teoria dei tratti dominanti, e mi riferivo a sei tipi umani, che indicavo come seduttore, competitore, prevaricatore, e ne descrivevo i rispettivi tipi complementari: l'adattabile, l’adulatore e il sottomesso. Successivamente li ho configurati come modalità interattive complementari, ossia come strategie che un agente mette in atto al fine di affermare o preservare il proprio Sé.

lunedì 26 marzo 2012

Antonio Tabucchi: il nullo del giornalismo berlusconiano


Antonio Tabucchi in un recente articolo apparso su el pais scriveva:
"I mercati italiani hanno 'licenziato' Silvio Berlusconi. E' un sollievo sapere un simile mostro appartato dalla vita pubblica. Ma non sarà facile deberlusconizzare l'Italia, né sradicare il microbo che ha diffuso in tutta l'Europa".
In questo articolo, Tabucchi offriva una chiave di lettura politica per capire il successo del berlusconismo, che ha segnato un'intera epoca, disegnando la "rete di complicità" di cui questo sistema politico-affaristico ha goduto nel corso degli ultimi decenni.

giovedì 15 marzo 2012

Qualità intrinseche, qualità estrinseche: autorità, prestigio, fascino

Esistono posizioni sociali, ruoli, oggetti, ai quali gli agenti attribuiscono determinate qualità (o proprietà), in quanto sono in grado di conferire ai loro “possessori” autorità, prestigio, fascino. Se analizziamo ognuno di questi oggetti, scopriamo che in realtà essi in sé non hanno alcuna qualità. Siamo, infatti, noi che conferiamo loro qualità intrinseche. Tuttavia, sebbene tali qualità siano del tutto “soggettive”, nondimeno, nel momento stesso in cui vengono “istituzionalizzate”, esse s’impongono alla nostra coscienza come proprietà oggettivate.

giovedì 8 marzo 2012

Originalità gregaria, conformismo, anticonformismo, spirito del tempo

Originalità gregaria, definizione

Voglio fare la cosa che fanno tutti, ma cercando di farla nel modo più diverso rispetto a tutti gli altri


Mi domando: a cosa è dovuto questo eccesso di conformismo che pare caratterizzare in maniera così preponderante i tempi moderni? Perché gli uomini e le donne dei nostri tempi hanno questo estremo bisogno di assimilarsi alle idee dominanti e rifiutano di cercare una autonoma strada per affermare le proprie idee o il proprio stile di vita?

mercoledì 29 febbraio 2012

Fenomenologia della gratitudine e dell'ingratitudine: il benefattore borioso



Per un benefattore ogni riconoscimento alla sua persona rappresenta un gesto di gratitudine. E' il modo che, chi ha ricevuto un beneficio, può esprimere il suo grazie a ciò che il benefattore ha fatto o a ciò che farà per lui. Ma quando un benefattore non riceve quei segni che s'aspettava quali contraccolpi avrà sul suo animo?
Poniamo che un benefattore creda profondamente di aver dispensato tanti benefici. Per ogni beneficio ch'egli crede di aver dispensato ora s'aspetta un segno di gratitudine. Ma, anziché vedere la sua persona sommersa da un diluvio di riverenze, in cambio riceve soltanto segni di indifferenza.

domenica 26 febbraio 2012

Comportamento ambivalente, seduzione, ambiguità



Designo un comportamento come seduttivo quando esso può essere riferito tanto alla situazione quanto al Sé. L’ambivalenza è una proprietà intrinseca ad ogni comportamento concentrato su se stesso; vale a dire, in un’interazione è sufficiente spostare di poco l’attenzione dalla situazione al comportamento per creare un effetto seduttivo, poiché lo spostamento di attenzione dalla situazione al comportamento può essere percepito come un’allusione o come un rimando al Sé.

giovedì 23 febbraio 2012

Sé modulabile, flessibile, disagio esistenziale


Sempre più sentiamo parlare di Sé flessibile o di Sé modulabile. Un sé modulabile, in pratica, è un sé che si può comporre e scomporre di moduli diversi a seconda delle diverse circostanze a cui deve adattarsi. Il termine modulo significa “misura”, e di solito indica una unità di grandezza che viene ripetuta più volte; in senso figurato indica un modello, un canone, che può essere ripetuto in maniera da dare proporzioni definite a una costruzione. 

sabato 18 febbraio 2012

Lewis Alfred Coser (1913-2003)



Di Lewis Alfred Coser (1913-2003) conosco soprattutto I Maestri del pensiero sociologico, un testo ricco non solo di ottimi spunti di riflessione, ma anche di interessanti aneddoti sulla vita dei grandi maestri. Coser è soprattutto noto per la sua Teoria del conflitto. Il suo libro più importante è infatti Le funzioni del conflitto sociale. Tuttavia, nelle più recenti ricostruzioni storiche dedicate al pensiero sociologico – penso, ad esempio ai manuali di Franco Crespi o al bel saggio di Patrick Baert, La teoria sociale contemporanea – non c’è traccia della presenza teorica di questo sociologo.
Un ampio contributo al suo pensiero, invece, si può leggere ne’ La teoria sociologica contemporanea di Ruth A. Wallace e Alison Wolf, nel quale s’afferma che Coser è il sociologo “più simile a Simmel”. Nel capitolo dedicato ai teorici del conflitto, Wallace e Wolf presentano il suo pensiero come “un’esposizione e uno sviluppo degli spunti frammentari dello stesso Simmel”. Allo stesso tempo però, credo, proprio a questa affinità con Simmel i due autori addebitano la natura insoddisfacente del lavoro di Coser. Il livello di astrazione che Coser ha condiviso con il pensiero di Simmel pare che abbia inficiato l’analisi delle situazioni sociali concrete. In realtà, una buona teoria sociale non si valuta sulla base dello studio empirico della società, ma su quanto riesca ad orientare le ricerche empiriche.

sabato 11 febbraio 2012

La rivoluzione digitale e il rovesciamento dell’axis mundi



Negli ultimi vent’anni è in atto un processo di cui non è facile avere piena cognizione, forse perché lo viviamo dall’interno, quando, invece, per percepirlo, occorrerebbe una grande capacità di astrazione. Di cosa sto parlando? Di una mutazione morfologica in atto riguardante il “principio di strutturazione formale” che ordina la realtà sociale.

giovedì 2 febbraio 2012

Erving Goffman, l'etologia dell'interazione, l'etoanalisi, ordine sociale,



Ne’ L’approccio di Goffman all’interazione faccia a faccia (chi ha tempo e voglia può facilmente reperirlo in Internet), Adam Kendon scrive che Erving Goffman tentava di fare dell’ordine dell’interazione «un campo di studio a sé». Secondo Kendon, ne’ Il comportamento pubblico c’è il chiaro tentativo «di giustificare lo studio dell’interazione come una branca della sociologia indipendente».

sabato 14 gennaio 2012

Dominio, potere, Bauman, Crozier, potere di controllo, potere della decisione, ordine, caos



Dove (ammesso che esista un luogo “ideale”) bisogna cercarlo oggi il dominio? Quale forma ha assunto nell’epoca postmoderna? Non parlo ovviamente del potere, che è soltanto un’espressione del dominio, ma mi riferisco direttamente al dominio, ossia a ciò che dispone dell’ordine delle cose.

venerdì 13 gennaio 2012

...dietro la banalità di divieti innocui



Al filosofo Roberto Escobar...

… l’anno nuovo è appena cominciato, e per fortuna ancora non sono emerse nelle cronache giornalistiche notizie riguardanti fatti eclatanti di discriminazione. Sì, perché in Italia abbiamo l’insana abitudine di sollevare talune questioni soltanto quando vi sono fatti brutali da schiaffare in prima pagina, allora scattano analisi su analisi, domande su domande per giorni e giorni, fino a che l’argomento si satura e quindi non si ha passa a parlare d’altro…

martedì 10 gennaio 2012

lunedì 9 gennaio 2012

Popitz, fenomenologia del potere, coercizione, persuasione, suggestione



In Fenomenologia del potere di Heinrich Popitz troviamo degli assunti interessanti sul “potere”. In primo luogo, lo studioso tedesco afferma che il potere è un elemento universale della socialità umana. In secondo luogo, distingue quattro forme antropologiche fondamentali di potere: il potere di offendere, basato sulla violenza; il potere strumentale, basato sulla preoccupazione del futuro; il potere d’autorità, basato su norme di riconoscimento; infine, l’agire tecnico, che esprime il potere di creare dati di fatto.

martedì 3 gennaio 2012

Forma concettuale, forma storica, forma interazionale: tre piani circolari

Quando vogliamo analizzare una delle tante forme che le interazioni umane danno luogo, abbiamo a disposizione tre modi per poter procedere nell'analisi. Poniamo il caso che voglia analizzare la forma dell'amicizia. In primo luogo potrei farlo dal punto di vista strettamente filosofico o concettuale. In tal caso, tenterei di far emergere i tratti generali presenti in ogni forma di amicizia. Quindi, si tratterebbe di saper individuare quali tratti hanno in comune una qualsiasi forma di amicizia.