Campi di applicazione: scenari


A quali campi l’etoanalisi può applicarsi? 

In una parola potrei dire a tutti quelli che prevedono delle interazioni, vale a dire a tutti quei campi nei quali è possibile osservare effetti di reciprocità. Detta in questi termini l’affermazione appare piuttosto generica, poiché i campi che prevedono un effetto di reciprocità sono davvero sterminati. In sostanza, è sufficiente che siano presenti due agenti qualsiasi in una qualsiasi relazione per dare atto a un effetto di reciprocità. In un certo senso, tale affermazione mi offre anche dei vantaggi, in quanto in linea di principio mi porta a non escludere nessun ambito dal mio osservatorio etoanalitico, tuttavia, al fine di evitare il rischio di apparire troppo onnicomprensivo, voglio restringere i campi d’applicazione, anche perché prevedo che, quando altri studiosi avranno preso coscienza delle potenzialità dell’etoanalisi, e sapranno con padronanza maneggiare i suoi strumenti teorici, non mancheranno altri tentativi di allargare i suoi ambiti applicativi 
Vorrei sgombrare il campo all’idea che l’etoanalisi sia una sorta di cura delle relazioni patologiche. Sebbene molte relazioni siano effettivamente patologiche, e talvolta non mi mancherà di precisare in quale senso lo siano, l’etoanalisi non è affatto una psicoterapia, non fa diagnosi e non prescrive cure. Tutt’al più porta a conoscenza degli agenti quale sia il loro modo di relazionarsi con il prossimo, e potrà anche dire se c’è qualcosa di sbagliato in una relazione, ma poi di fatto si limita a constatare soltanto questo aspetto, indirettamente può dare delle indicazioni su come migliorare una relazione, se è più opportuna interromperla o cambiarne alcuni aspetti, ma poi non si spinge oltre. Da questo punto di vista ha la stessa funzione della filosofia, con la sola differenza che anziché presentarsi come una filosofia dell’Essere, l’etoanalisi è una filosofia della relazione o dello scambio reciproco. 
Per quel che mi riguarda, molte applicazioni saranno dedicate al campo della letteratura, e del romanzo in particolare. Sebbene tali riflessioni non hanno la pretesa di proporsi come verità scientifiche, ogni lettore di buon senso si renderà conto di quanto sia difficile allestire degli esperimenti in grado di verificare l’attendibilità di ciò sostengo talvolta in modo apodittico. Ciascuno lettore potrà verificare la validità di queste modalità interattive facendo appello al proprio vissuto, alle proprie esperienze e/o facendo riferimento alla propria cerchia familiare e amicale. Tuttavia, nessuna teoria può sostenersi nel vuoto, essa ha bisogno di trovare spunti e appigli per continuare. Perciò, per evitare ch'essa rimanga priva di ogni ancoraggio reale e che le sue proposizioni appaiano del tutto astratte, ho individuato nella letteratura un campo di applicazione in grado di offrirmi delle possibilità di verifica operativa. I romanzieri, sulla cui lettura e acume ho fatto grande affidamento, offrono una grande abbondanza di materiali. Si tratta soltanto di saper scegliere i narratori più appropria. La scelta cadrà sempre su quei narratori che hanno saputo mettere al centro della loro macchina narrativa le interazioni tra i personaggi, in altri termini su quegli scrittori che hanno costruito il loro tessuto narrativo sulle delle interazioni interpersonali. Ecco perché prenderò in esame alcuni romanzi o racconti, fra cui La lettera rubata di Edgar Allan Poe, Il rosso e il nero di Stendhal, Senilità di Italo Svevo, gli Indifferenti di Alberto Moravia, Tolstoj. Insomma sceglierò quegli autori che hanno saputo offrire una “psicologia” piuttosto dinamica dei loro personaggi, una psicologia cioè che si modifica nel corso delle loro interazioni. Il narratore non descrive i caratteri dei suoi personaggi, ma li fa emergere nel corso delle interazioni; le loro coscienze non s’anticipano, ma si modificano dinamicamente nel corso delle azioni. Ho letto e interpretato queste opere quasi fossero dei veri e propri documenti “clinici” che illustrano come i vari personaggi mettono in atto le loro modalità d’agire. Siccome non mi propongo di fornire un contributo critico-letterario, posso fare a meno di tutto quell’apparato critico, limitandomi semplicemente a leggere questi romanzi e racconti alla luce della mia teoria.

Un altro campo di applicazione saranno le dinamiche politiche. Chi segue questo blog si sarà reso conto che io non uso le tradizionali categorie della politica per analizzarne gli scenari futuri o i contesti. Il mio approccio è completamente al di fuori di ogni analisi politologica. A me interessa esaminare più le dinamiche che si creano tra i vari soggetti, senza entrare nel merito delle vicende  politiche. In questo ambito tenterò di fare delle previsioni in modo tale che ogni lettore potrà verificare la attendibilità della teoria.

Un altro campo d'applicazione potrebbe essere quello investigativo. L'idea sarebbe quella di elaborare dei Profili "polizieschi", ma per ora è soltanto un'idea e come tale la esponga. I profili che spesso vengono tracciati dai cosiddetti esperti sono sempre unilaterali e individualizzati. Il profilo tracciato si presenta come qualcosa di monolitico, si cade nello stesso errore di chi traccia i caratteri di una persona. Ciò che s'ignora è tutta la rete di relazione entro cui un agente interagisce. In realtà, ognuno di noi s'interfaccia in un certo modo a seconda dell'ambito in cui si trova. Un serial killer, ad esempio, non si relaziona sempre nell'identico modo: nei confronti della vittima mira ad avere un controllo pieno della situazione, nei confronti della polizia può porsi in un atteggiamento di sfida, nei confronti della opinione pubblica o dei media può diventare un esibizionista. Tende a fare della vittima un suo possesso totale. La polizia diventa il suo modello-ostacolo, colei che vuole impedire il possesso della vittima; i media diventano la scena in cui può esibire le sue performance. Quando pianifica un delitto lo fa nei minimi dettagli perché vuole dimostrare d'essere più abile degli investigatori. La sua "bravura" vuole poi vederla esaltata dai media e quindi mira all'ammirazione del pubblico. Insomma, esistono delle dinamiche da mettere bene a punto.