giovedì 22 dicembre 2011

Litwriting/Labyrinth...



Tempo fa leggevo alcune cose su Cantor, ed ecco che la mente viene attraversata da un guizzo: cosa hanno in comune l’etoanalisi e il suo principio di corrispondenza biunivoca? Provo subito l’immediato impulso a tradurre sulla “carta” quanto mi frulla nel cervello. Lo stesso potrei dire tra l’etoanalisi e la “teoria dei colori”.

sabato 17 dicembre 2011

La doppia "morale" della Chiesa Cattolica e il "piatto di lenticchie" di Sylos Labini

Prima del secondo conflitto, le gerarchie ecclesiastiche hanno sostenuto e favorito il fascismo in cambio di un "piatto di lenticchie", come scriveva Sylos Labini; in seguito lo hanno fatto con la Democrazia Cristiana e, in ultimo, con i governi di centro-destra.

giovedì 15 dicembre 2011

Etoanalisi e teoria dei colori




Rosso = seduzione 
Giallo = persuasione 
Blu = coercizione 
Esiste una correlazione? 
Se esiste una correlazione
allora, 
la mimesi è verde 
l'adulazione è viola 
la sottomissione è arancione... 







domenica 4 dicembre 2011

A quale favola preferisci credere quando è in gioco la vita....



La vita, o l’essere in vita, è un ambito non disponibile ad alter: ego può disporre, invece, del suo essere in vita? Domanda cruciale. Se ego non può disporre della propria vita, vuol dire che ego per la vita è un alter, e che il suo essere in vita appartiene a un altro/Ego (che i religiosi usano chiamare Dio, e i laici "comunità"). L’altro/Ego, secondo questa concezione, può disporre della vita in quanto è lui che l’ha concessa ad ego. Sulla terra ci sono uomini che parlano e decretano le loro sentenze in nome e al posto di questo altro/ego che chiamano Dio.

Etoanalisi, personalità, interazione, tratti prevalenti

Come il lettore avrà avuto modo di intuire, talvolta il grado di astrattezza al quale per necessità devo ricorrere rende poco “fruibile” ciò che affermo. Il mio modo di analizzare il comportamento interazionale vuole essere un contributo non tanto allo studio della persona/personalità, quanto un'analisi delle relazioni. L’ambito è circoscrivibile a ciò.

sabato 3 dicembre 2011

Le relazioni umane son archi tesi - (Etoanalisi)



Una relazione tra due agenti possiamo configurarla come una “corda tesa”, formata da tutti i possibili scambi interattivi che intercorrono nel corso del tempo tra i due. Ogni scambio interattivo tra i due produce un filo. All’inizio, cioè al momento in cui i due agenti s’incontrano, possiamo ipotizzare che questo filo sia piuttosto fragile, delicato: è sufficiente un piccolo strappo per spezzarlo. Filo dopo filo la relazione diventa una corda dalla forma piuttosto “rigida” e robusta; soltanto dopo essere stata sottoposta a diverse e piccole (talvolta quasi impercettibili) pressioni, la sua rigidità comincia ad allentarsi.

Relazione, simmetria, asimmetria, ambiti relazionali, etoanalisi,



1. Relazione. Una relazione può essere identificata come un insieme di coppie ordinate < x, y >, tale che se [x = y o y = x]   la relazione è simmetrica; se invece [x > y o x < y], allora la relazione è asimmetrica.
Se R è una relazione qualsiasi, allora invece di scrivere < x, y > , scriveremo che xRy, che si può leggere: “tra x e y sussiste la relazione R”.

L'Etoanalisi è opera mia



L'“Etoanalisi” è opera mia. Lo scrivo senza imbarazzi e senza remore. Basta digitare su google la parola e si vedranno tutti i “post” che ho dedicato a questo nuovo campo di ricerca. L’etoanalisi è opera mia, nella stessa misura in cui la psicoanalisi è opera di Freud e la fenomenologia di Husserl. Sono io ad aver coniato questo termine, ad avergli assegnato un oggetto di indagine (le interazioni), e un metodo rigoroso d'analisi.

venerdì 2 dicembre 2011

Le metamorfosi dello spirito: leone, cammello, bambino


In Così parlò Zarathustra, Nietzsche indica ne’ I discorsi di Zarathustra (Parte prima), le tre metamorfosi dello spirito: «Come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo». Il cammello è la bestia paziente ed ossequiosa, che percorre in fretta il deserto, «ma nel deserto più solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone.

mercoledì 30 novembre 2011

Fenomenologia dell'invito: accettare o rifiutare?


L'uomo veramente libero é colui che rifiuta un invito a pranzo senza sentire il bisogno di inventare una scusa.

Jules Renard

Quando accettiamo qualcosa da qualcuno o quando offriamo qualcosa a qualcuno quali sono le ragioni che inducono a compiere questi atti? Possiamo farlo perché siamo “costretti”; oppure perché ci “conviene”; infine, perché ci “piace”.

L'importanza di capire come il Sé comunichi all'interno di una relazione



L’etoanalisi non è una “teoria del comportamento umano”, bensì è una “teoria del comportamento interattivo”, e l’accento va posto non tanto sul “sostantivo” quanto sull’“aggettivo”. Certo il fatto che anche gli esseri umani abbiano un comportamento ne consegue che la cosa li riguardi da vicino, allo stesso modo in cui può riguardare qualsiasi altro “agente” che si auto-percepisca come un’unità (un gruppo, una nazione, un’impresa, un partito politico, ad esempio).

martedì 29 novembre 2011

Campi di applicazione dell'Etoanalisi: la letteratura

A quali campi può rivolgersi l'indagine etoanalitica? In una parola potrei dire a tutti quelli che prevedono delle interazioni, vale a dire a tutti quei campi nei quali è possibile osservare effetti di reciprocità. Detta in questi termini l’affermazione appare piuttosto generica, poiché i campi che prevedono un effetto di reciprocità sono davvero sterminati.

lunedì 28 novembre 2011

La stretta di mano e il suo segreto


In questa sede prenderò in esame il tipo di contatto che solitamente avviene tramite una semplice stretta di mano. Nel corso di questa stretta di mano ognuno può avvertire un certo “fluido” che fornisce delle informazioni reciproche. Ciò che l’altro comunica non può essere qualcosa di intenzionale: praticamente, come possiamo affermare che un corpo è caldo, tiepido o freddo, oppure solido, molle o liquido soltanto quando veniamo a contatto con esso, allo stesso modo possiamo dire che Y è così e così solamente quando entriamo per la prima volta in contatto fisico.

Che cos'è l'Etoanalisi: oggetto, problemi, metodi


L’Etoanalisi è lo studio del comportamento interattivo, e si differenzia tanto dalla Etologia quanto dalla Etologia umana. Il termine, da me coniato, riprende sia il significato di “Ethos”, inteso come comportamento o modo d’agire, che quello di “Analisi”. La definizione completa sarebbe: «Analisi profonda del comportamento interattivo nell’ambito delle relazioni interumane”. L’Etoanalisi sta all’Etologia come la psicoanalisi stava alla psicologia.

domenica 27 novembre 2011

Scoprire il nucleo più profondo del potere



Scoprire il nucleo più profondo del potere: il mio compito è questo. Ma non si tratta di andarlo a cercare in un luogo invisibile o negli oscuri meccanismi dell'inconscio, bensì in qualcosa che si ha costantemente sotto gli occhi. Se sfugge all’osservatore, come aveva intuito Edgar Allan Poe nella Lettera rubata, non è perché è nascosto, ma a causa della sua troppa evidenza.

giovedì 17 novembre 2011

Sull'essere inattuali: considerazioni a margine di "Sull'utilità e il danno della storia" di Nietzsche



Tra me e Sull’utilità e il danno della storia per la vita, la Seconda Considerazione Inattuale di Nietzsche, esiste un rito antico, che risale al lontano 1983, anno in cui acquistai il saggio nell’edizione Newton Compton con introduzione di Sergio Moravia. Un tempo avevo persino l’abitudine di segnare con delle date la fine della lettura dell’intero saggio o anche di un semplice paragrafo. Cosicché, periodicamente, mi capita di riprendere in mano questo piccolo libro e di rileggerlo.

lunedì 14 novembre 2011

berlusconismo, mitologia, resurrezione, fatto quotidiano, la repubblica, santoro, travaglio

L'Italia ha finalmente girato pagina




C'è qualcuno nella rete che con ressentiment comincia a pregustare il momento in cui i cosiddetti professionisti dell'antiberlusconismo non avranno più niente da dire o da scrivere una volta che il Cavaliere uscirà definitivamente di scena: che faranno da domani i Santoro, i Travaglio, i Maltese, ecc., e, soprattutto, di cosa scriveranno giornali come "La Repubblica" o "Il Fatto Quotidiano"? Per non parlare dei comici e dei vignettisti. Di questo passo si potrà anche dire: cosa scriveremo domani noi blogger una volta che lo spauracchio non ci sarà più?
Malignamente, si vuole insinuare l'idea che se costoro sono riusciti a vendere le loro merci (libri, articoli, programmi televisivi, numero di copie, ecc.), se noi blogger vediamo aumentare il nostro traffico, bene o male lo dobbiamo  indirettamente alla sua presenza in questi diciotto anni sulla scena politico-mediatica. S'applica la categoria del ressentiment perché, a conti fatti, siamo, noi antiberlusconiani, una massa di ingrati: il "berlusconismo" non ha soltanto foraggiato tutti i suoi sostenitori (apparati, giornali, televisioni, "responsabili", ecc. ecc.), ma anche la sua controparte.

Previsioni, profezie, scenari politici





Sfogliando alcuni commenti sulle pagine dei giornali, noto un’estrema prudenza nel disegnare i futuri scenari politici del nostro paese. Un po’, come dice, per scaramanzia (non vendere la pelle dell’orso prima d’averlo catturato), un po’ perché non vogliono mettere in gioco la loro credibilità, i giornalisti non si pronunciano più di tanto su ciò che accadrà post festum. D’altro canto, i giornali fanno il loro mestiere, danno notizie ed evitano di fare previsioni. A ciò bisogna aggiungere che esiste un inconsapevole atteggiamento hegeliano che vuole gli eventi essere sviscerati dopo che la nottola di Minerva ha preso il volo sul far del crepuscolo. La stessa politologia si limita a spiegare gli scenari dopo che essi si sono configurati.
Ebbene, da parte mia io non ho nessuna credibilità da difendere e nessuna carriera da salvaguardare, non sono né un giornalista né un politologo. Se le mie previsioni domani si riveleranno fallaci non rischio nessun licenziamento. Tutt’al più, chiudo questo blog e mi dedico alle mie letture filosofico-letterarie. Insomma, così come sono apparso allo stesso modo posso scomparire. Anche perché a me d’essere prudente o scaramantico non me ne importa proprio un bel niente. Sono esercizi di stile che lascio volentieri ai cosiddetti “professionisti” del settore, a quelli che con queste cose ci si guadagnano il pane dalla mattina alla sera, a quelli che insomma amano sbizzarrirsi soltanto quando vedono la tavola già bell’e apparecchiata.

sabato 12 novembre 2011

Governo tecnico, demagogia, corpo elettorale, complessità, governo, democrazia



La fine del dilettantismo in politica: largo ai competenti...

Una volta si sarebbe detto: dilettanti allo sbaraglio. Oggi, si potrebbe dire: fine del dilettantismo in politica. Della crisi politica, non solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo, la lettura che viene data è che a governare sono i banchieri. I cosiddetti "governi" eletti democraticamente vengono letteralmente scavalcati dai tecnici. Io do un'altra chiave di lettura. In un mondo complicato, i governi possono anche essere governati da dilettanti affiancati da personale esperto e competente.

mercoledì 9 novembre 2011

Perché esulto, nonostante tutto questo marasma

Non cantiamo vittoria. Giusto, non cantiamo vittoria. D'altro canto, cosa c'è da cantare? Il fatto che siamo sull'orlo del baratro? Il fatto che di doman non c'è certezza? Permettetemi questo paragone: caduta del fascismo, città italiane ridotte in macerie, fame, miseria, morte. Non c'erano motivi per esultare. Il mondo stava letteralmente crollando. Eppure, gli italiani e le italiane esultavano, magari non apertamente, ma in silenzio, tra lacrime e dolori, nel profondo del loro cuore.

venerdì 21 ottobre 2011

Il talento letterario al tempo del Web


La letteratura al tempo del web
Prima o poi qualcuno la domanda dovrà porsela: fra tanti scrittori e poeti “sconosciuti” che “pubblicano” nei diversi siti “letterari” ce ne sarà qualcuno che un giorno andrà a finire in qualche storia della letteratura italiana?

venerdì 14 ottobre 2011

Lettera agli storici del XXII secolo

Cari storici del XXII secolo,
so che quando analizzerete questo periodo storico nella vostra testa sembrerà del tutto incomprensibile la fase che noi contemporanei stiamo vivendo in questi mesi.

mercoledì 5 ottobre 2011

Tutto era già stato detto: internet e la censura

Wikipedia: Comunicato


Quando scrissi questo post era il 13 giugno 2011, purtroppo, lo dico con rammarico, passò quasi inosservato, dico soltanto che da quella data questo post conta meno di quindici visitatori... eppure, avevo preannunciato lucidamente ciò che sta accadendo in questi giorni... chissà, forse avrà miglior fortuna (ma non credo)...
la rete: dove si forma l'opinione pubblica



giovedì 15 settembre 2011

Esame di coscienza letteraria di uno scrittore "clandestino"

Esame di coscienza letteraria di uno scrittore "clandestino"

Mi fa molto piacere sapere che quando elaboro uno scritto di buona fattura possa contare su questa rivista letteraria online per la sua "pubblicazione".

venerdì 9 settembre 2011

ScrittInediti pubblica "L'universo-mondo di Buzzi di Racalmuzzi"

La redazione di ScrittInediti
ha pubblicato


come ho scritto al redattore
questi riconoscimenti
sono iniezioni di fiducia per la mia scrittura.

Chissà, Oude, magari allarghiamo gli orizzonti.


sabato 27 agosto 2011

Lettera ai miei amici bloggers su come vedo il futuro politico di questo paese

Carissimi Erborista, Sandra e Cristiana,
grazie per il saluto di "bentornato", ma in realtà, salvo qualche breve giorno, io non sono andato via, sono rimasto a Roma come tanti, anzi, vi dirò, non ho mai visto nel mese di agosto la città così viva e vitale, se non fosse stato per il terribile e insopportabile caldo afoso, mi sembrava di essere in un qualunque mese d'estate.

domenica 7 agosto 2011

Di più non possiamo pretendere

Se ho capito bene, l'unica discontinuità
che il "premier" è disposto a concedere
è di non fare troppo tardi la notte:
anziché all'alba, andrà a dormire qualche ora prima.
Rinuncerà a qualche festino notturno.
Conoscendo le sue abitudini
possiamo dire che è davvero un grande sacrificio.
Voi direte che è poco,
per me invece è già tanto:
vuol dire quanto meno che è leggermente
preoccupato, che ha preso almeno un minimo di coscienza
della gravità della crisi, che qualche piccolo dubbio
si è insinuato nella sua mente tronfia.
Di più non possiamo pretendere.

mercoledì 3 agosto 2011

Aspettando Governot


berlusconi camera


In questo momento aprire una crisi di governo sarebbe un regalo agli speculatori e un danno per l'Italia. Affaritaliani.it


Non c'è peggior sordo di chi non vuol capire!
I mercati finanziari hanno lanciato
al governo italiano un messaggio forte e chiaro:
finché al governo resta
Silvio Berlusconi
noi non ci fidiamo.
Inutile elencare i motivi di questa diffidenza,
proviamo soltanto a citarne qualcuno:

  1. Questo governo non gode né della "simpatia" né del consenso degli italiani
  2. Questo governo è paralizzato in modo permanente
  3. Questo governo è azzoppato da una crisi di credibilità stratosferica
  4. Questo governo non è in grado di prendere nessun provvedimento serio per la crescita economica
  5. Questo governo è guidato da un uomo che non ha nessuna autorità spendibile sul piano internazionale
  6. Questo governo non ha ancora preso atto delle sconfitte alle ultime elezioni
  7. Questo governo è composto di ministri litigiosi
  8. Questo governo pensa soltanto a salvare il suo capo dai guai giudiziari
  9. Questo governo è sostenuto da un partito xenofobo che non gode di grande simpatie nelle cancellerie del mondo
  10. Questo governo tiene sotto scacco il suo stesso ministro dell'economia
ecc. ecc.
Ora, l'unico regalo che può fare agli speculatori è continuare in questa deriva
Oggi, c'è attesa per quel che il Presidente del consiglio dirà in Parlamento.
Non dirà assolutamente nulla di nuovo:
parlerà della Salerno-Reggio Calabria
del ponte sullo Stretto di Messina
della Banca per il Sud
snocciolerà cifre su cifre
vanterà i successi del governo
dirà che noi abbiamo affrontato meglio degli altri la crisi del fatto che la maggioranza è solida e coesa
ecc. ecc.
il premier crede di parlare ai mercati come parla ai suoi telegiornali,
crede che i mercati si bevano la sua propaganda.
Qualsiasi uomo politico con un minimo senso dello Stato
avrebbe anteposto i suoi interessi personali a quelli
della nazione intera.

Appunto, qualsiasi uomo politico...
Tuttavia, non diamo la responsabilità di questo disastro economico-morale
a un uomo solo:
senza quei 314 "responsabili" alla Camera non saremmo nella melma in cui stiamo affondando.
















lunedì 1 agosto 2011

Avviso di sfratto per l'inquilino di Palazzo Chigi

Ormai le cose sono chiare a tutti (tranne a qualcuno): ogni giorno in più che questo governo resta in vita si fa un danno al paese, alla sua economia, alla sua coesione sociale, al senso di fiducia nelle istituzioni.
Un danno irreparabile, perché mina le fondamenta della democrazia. Il danno più visibile è quello che sta provocando alla stessa credibilità dei partiti.
Ma una corrente sotterranea, carsica, si sta coagulando nel paese, pronta ad affiorare nei modi e nelle forme più impensabili.
Ecco perché un avviso di sfratto per l'inquilino di Palazzo Chigi è pronto a partire nei prossimi giorni.






venerdì 29 luglio 2011

L'informazione che disinfoma: più cronaca nera meno spazio ai fatti davvero preoccupanti

In Italia esiste un vero e proprio scollamento tra il mondo dell’informazione e quello reale. I media nazionali, infatti, dedicano ampio spazio ai fatti di cronaca nera che preoccupano poco o per niente la popolazione. Tant’è che soltanto il 10% dei cittadini è realmente angosciato dagli episodi criminali. Mentre solo per il 6% vale il binomio immigrazione-insicurezza. Ciò che realmente spaventa gli italiani sono, invece, i fatti di più stretta attualità come la disoccupazione, la crisi economica e la qualità dei servizi socio-sanitari. Tuttavia i telegiornali del Bel Paese continuano a focalizzare la loro attenzione su omicidi e rapimenti. Basti pensare che il Tg5 nei primi mesi del 2011 ha dedicato il 65,7% di tutte le notizie alla criminalità comune. A farla da padrone, però, è Studio Aperto con il 91,7%. Non va molto meglio sulla Tv di Stato con il 57,4% del Tg1 e il 60,7% del Tg2. Un’anomalia tutta italiana specie se si considera che la media europea è del 28,6%. L’agenda dei notiziari del Vecchio Continente, infatti, comprende argomenti legati alla politica estera ed interna, alle relazioni internazionali, all’economia, alle guerre e al terrorismo. Lasciando poco spazio ai fatti criminali tout court.

lunedì 25 luglio 2011

Il 25 luglio porterà Consiglio (fantapolitica)

Tra le ore 17 del 24 e le ore 3 del mattino del 25 luglio 2011,
in una tempestosa riunione durata dieci ore, il Gran Consiglio dei Ministri mette in minoranza il capo del governo.
Oltre al capo del governo, che presiedeva il Consiglio, erano presenti ventisette membri.
L'ordine del giorno,
che prevede l'allontanamento del cavaliere da capo del governo,
prevale con 18 si contro 7 no,
una astensione ed un voto per un altro ordine del giorno.

martedì 19 luglio 2011

La politica necessaria come le fogne



"Due diversi ma cospiranti volti del potere, quel Potere da sempre nei secoli fondato sulla violenza, sulla menzogna, la distruzione di moltitudini di innocenti 'nemici' interni ed esterni, i compromessi più subdoli o più sfacciati, la superbia gabellata come nobiltà, la ferocia come giustizia. Il Potere e la Politica. La Politica simile a una gigantesca fogna trascorrente putrida sotto cespugli di alloro, e tuttavia la Politica necessaria come le fogne. Senza la fogna della Politica vi sarebbero risse infinite di miriadi di aberranti schegge sociali, cui essa offre prospettive e parole d'ordine spesso false e retoriche ma unificanti. E senza Potere non vi sarebbe politica, ma distruttiva anarchia. Un circolo vizioso, paradossi e antinomie irrisolvibili, l'assurda doppiezza e fondamentale brutalità della storia e della vita".
Luca Canali, Nei pleniluni sereni. Autobiografia immaginaria di Tito Lucrezio Caro.


La metafora che Canali mette in bocca al poeta Lucrezio Caro è illuminante: la politica è una fogna, ma le città hanno bisogno delle fogne per scaricare tutto il loro liquame. La politica può anche essere ripugnante ma ha una sua funzione. Purtroppo, però, in questi ultimi tempi la politica è diventata una fogna a cielo aperto, che spande tutti i suoi miasmi e ammorba l'aria con i suoi veleni micidiali. La città rischia di soffocare sotto l'afa di quest'aria putrida. 

mercoledì 13 luglio 2011

Cominciano a circolare i nomi del rimpasto di governo: bocciati e confermati

Pare che ci siamo: appena dopo l'approvazione in parlamento della manovra finanziaria, ci sarà un nuovo rimpasto di governo. Il Presidente della Repubblica si è raccomandato di scegliere nomi all'altezza del compito.
I primi nomi usciti pare che rispettino la volontà del capo dello Stato (qualche perplessità sul ministro della difesa e della giustizia è stata comunque espressa).  
Cominciano a circolare i nomi dei nuovi ministri:

venerdì 8 luglio 2011

Ogni patria celebra i suoi eroi: Loukanikos vs Scilipoti

Loukanikos

Il centrodestra ha eletto a suo eroe Domenico Scilipoti, che ieri alla presentazione del suo libro ha avuto la sua grande consacrazione.
Sei lode, dunque, a Scilipoti, che con la sua repentina folgorazione ha salvato il IV governo Berlusconi!
Il mio eroe preferito, invece, è questo straordinario animale: Loukanikos, ossia Salsiccia, il cane anarchico:
perché è un cane che difende i giovani dalle cariche della polizia greca:

un animale orgoglioso del suo essere, fedele ai suoi ideali, impavido nel ringhiare contro il potere.

Ormai siamo governati da una "Compagnia di teatranti"!

Neanche ai tempi di Tangentopoli la politica era scesa così in basso come in queste ultime settimane! A vedere insieme tante scenette e sceneggiate, non so, ma uno viene preso dalla sconforto, specialmente quando quell'uno ritiene che la politica sia una cosa seria, perché è un'attività che nelle sue scelte decide la vita di ogni cittadino. L'inchiesta su Tangentopoli aveva portato allo scoperto il sistema di corruzione che aveva corroso la classe politica, ed ebbe anche tragici epiloghi: fu, insomma, un dramma, per noi spettatori e per gli stessi protagonisti. Adesso, non si tratta soltanto di corruzione, ma di una reciproca e continua denigrazione, il tutto condita con scenette comiche, che resteranno negli annali della storia politica. Insomma, dopo vent'anni, siamo passati dalla tragedia alla commedia dai sapori triviali. Come spettatori assistiamo divertiti agli spettacoli messi su da questa compagnia teatrale, ma siamo anche spettatori preoccupati, preoccupati perché a farne le spese in tutta questa rappresentazione comica è il valore della democrazia, cioè il valore della rappresentanza politica. Quando la degenerazione tocca punte così estreme non possiamo che esserne travolti. Non giova affatto alla nostra e alle generazioni future. Ormai abbiamo la netta sensazione di essere governati da una "compagnia di giro allargata": abbiamo attori comici, attrici, caratteristi, e poi abbiamo gli altri ruoli, che sono quelli dei genitori nobili, del despota, dell'innamorato sciocchino, il cosiddetto mamo. E ogni giorno ci domandiamo chissà oggi quale spettacolo andrà in onda. Non è difficile attribuire un'identità a ciascun personaggio, basta un po' d'immaginazione! Se questa compagnia di giro allargata facesse soltanto ridere, e non prendesse decisioni "serie", che riguardano la vita di ciascun cittadino, potremmo pure tollerarla; ma  purtroppo non è così! Un giorno qualcuno ci domanderà: come abbiamo potuto tollerare e sopportare questa degenerazione indecente, cosa abbiamo fatto per contrastarla?  Forse non è più tempo di ridire...

Risposta ad Egill-

Ciao Egill, io ormai sono disgustato di tutti quei miasmi che si respirano in queste fogne da basso impero giunto al culmine della decadenza; non ho più voglia di prendere in giro il potere, perché esso ci riesce da solo; adesso basta mettere in rete un qualsiasi frammento d'una loro apparizione che gli esiti comici sono assicurati; ma, ultimamente, mi sta accadendo quello che accade quando ci si trovi di fronte a un bimbo birichino: una, due, tre volte si ride delle sue marachelle, ma poi si diventa serio e preoccupato. Se si continua a ridere delle sue azioni la situazione andrà peggiorando sempre di più. Quando vado sugli altri siti vedo una serie di prese per i fondelli del potere; la cosa comincia un po' a preoccuparmi; è come se dietro la nostra risata nascondessimo la reale capacità di interpretare i segni profondi del malessere che ci ha sommerso; ridiamo per non piangere, ma forse è venuto il momento di piangere, altrimenti un giorno sfogheremo tutta la nostra ira distruggendo tutto, il bene come il male...

lunedì 4 luglio 2011

Il lupo berlusconi perde il pelo ma mai il vizio

Io a volte vorrei essere come il candido personaggio dell'omonimo racconto di Voltaire, ottimista e fiducioso dell'armonia prestabilita dell'Universo, credere che i lupi e gli agnelli possano abbeverarsi pacifici alla stessa fonte d'acqua, persino credere che un giorno gli asini imparino  a volare se qualcuno con pazienza insegni loro come fare. Vorrei essere a tal punto candido e ingenuo da credere che finalmente l'agnellino alfano possa finalmente costruire un fattoria di animali onesti, buoni ed educati, animali che hanno rinunciato al progetto quotidiano e criminale di come poter fregare il prossimo, credere che il lupo ezechiele si sia ammansito, folgorato sulla via di damasco, e che non dà più la caccia ai tre poveri porcellini. Poi quando sei sul punto di maggior assopimento, e stai quasi per scivolare nell'eden dell'armonia, ecco che all'improvviso l'istinto del lupo si risveglia, e ti fa trovare sulla strada una bella tagliola pronta a scattare non appena c'infili la punta del piede: il lupo incantatore aspettava il momento che tu ti distraessi per infilare nella manovrina un articoletto di poche righe, scritto con caratteri piccini piccini, ti quelli che quando te li trovi nei contratti ti dicono "niente, niente, son clausole di routine" ma che se non leggi con una lente d'ingrandimento finiscono con il rovinarti l'esistenza; si tratta di una piccola modifica al codice di procedura civile: sostituire al "1° grado" la cassazione, e "10 milioni di euro" con "20 milioni di euro" e il gioco è fatto! Ma queste piccole modifiche evitano alla Fininvest di pagare 750 milioni di € alla Cir. Mentre l'agnellino alfano cerca di ammansire le bestie feroci, il lupo ezechiele affila le zanne pronto a scannare le vittime ignari. Candido, candido, come recita il proverbio "il lupo perde il pelo, ma non il vizio"; ma nel nostro caso, anche se il lupo ha perso il pelo dopo tante batoste elettorali, purtroppo non ha perso il vizio di farsi leggi ad personam, e continua come se la volontà elettorale non contasse un tubo... 


articolo 37 ultimo comma

venerdì 1 luglio 2011

Censura internet: i piani di mediaset


Vorrei dire a tutti gli scettici alla "San Tommaso" che dal 7 luglio non bisogna aspettarsi che tutti i siti o i blog scomodi saranno oscurati, ma che dal 6 luglio un'autorità come l'agcom avrà il potere di oscurare d'ufficio tutti i siti o i blog che "infrangono" la legge sul copyright: il bavaglio consiste in questo.
Mettiamo in sequenza un paio di fatti:
1) Mediaset in questi ultimi anni sta subendo un calo di ascolti al quale finora non ha corrisposto com'era da attendersi un altrettanto calo della raccolta pubblicitaria. Questo strano fenomeno si spiega col fatto che l'attuale Presidente del consiglio è anche proprietario di quella azienda, per cui le imprese hanno tutto l'interesse a pagare la pubblicità sulle sue televisioni per averne in seguito un tornaconto sotto altre forme. Il calo di consensi nei confronti dell'attuale presidente domani avrà delle ripercussioni anche sulla raccolta pubblicitaria. In altre parole, se oggi il mercato della raccolta pubblicitaria è viziato dalla presenza dell'attuale suo proprietario ai massimi vertici dello Stato, domani questo vizio potrebbe essere rimosso, e il mercato della raccolta tornerebbe ad essere regolato in funzione degli ascolti che un programma fa (come normalmente dovrebbe avvenire).
2) La messa in crisi dell'azienda Rai, con la cancellazione di programmi di maggior ascolti, riequilibra il mercato della raccolta pubblicitaria a favore di Mediaset, sua diretta concorrente. In questo contesto, Mediaset ha rilanciato l'assetto del proprio palinsesto nella prospettiva di poter raccogliere transfughi della Rai in crisi.
3) Tuttavia, in questo progetto di rilancio c'è l'ostacolo di un probabile emergere di un terzo polo televisivo verso il quale potrebbero convergere tutti i delusi della Rai. La retromarcia de' La7 e il caso Santoro si può interpretare in questa chiave di lettura: la crisi della Rai, fortemente provocata dagli attuali poteri politici, anziché favorire le aziende del presidente del consiglio stava per favorire questo piccolo polo televisivo (il caso Mentana è servito di insegnamento agli attuali vertici Mediaset, e credo che tra non molto anche "chicco" dovrà sloggiare dal suo telegiornale).
4) Altro ostacolo forte sia in termini economici che politici è la grande diffusione della rete. La rete non ha soltanto avuto il ruolo di spezzare il monopolio dell'informazione televisiva, ma, secondo il mio parere, la rete ha soprattutto "ridicolizzata" l'informazione televisiva offerta da quel monopolio. Ridicolizzare vuol dire che ha tolto credibilità ed autorevolezza a quel tipo di informazione. E' cresciuto in modo esponenziale il numero di utenti che attinge le sue informazioni dalla rete anziché dai canali tradizionali. La reazione sana sarebbe quella di cominciare ad offrire un'informazione seria e credibile da parte delle reti televisive. Ma l'intreccio con la politica impedisce una tale reazione. Allora l'unico modo per continuare ad offrire lo stesso tipo di informazione edulcorata è prosciugare il terreno della rete: se io domani non posso più utilizzare quel "pezzetto" di telegiornale o quei cinque secondi di trasmissione televisiva per dimostrare l'incoerenza e la contraddittorietà di questo o quel politico, di questa o quella posizione politica, praticamente non ho più modo per "ridicolizzare" e togliere dunque autorevolezza a quell'informazione televisiva edulcorata. Allo stesso tempo non ho neanche modo di ridicolizzare le forme del potere. Ad esempio, quando voglio dimostrare l'incoerenza di questo governo sulla politica sanitaria, vado a riprendere le dichiarazioni che un politico ha rilasciato qualche anno fa e le mette a confronto con quello che dichiara oggi. Internet è una memoria virtuale che può essere attualizzata in qualsiasi istante, purché si lasci libertà di farlo. Ciò che questo provvedimento dell'agcom vuole impedire è proprio la possibilità di usare questa memoria virtuale. Insomma, si arroga di un potere di controllo che non le compete affatto al fine di favorire il mercato dell'informazione e dello spettacolo televisivo con il duplice scopo di rafforzare l'attuale assetto politico-economico legato alle imprese dell'attuale presidente del consiglio nonché suo proprietario.


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Il piano del governo berlusconi per censurare internet


Le proposte surreali della prossima manovra finanziaria

Con i Suv hanno fatto retromarcia, era andati a sbattere contro i propri elettori...


Ci sarà un innalzamento dell'età pensionabile delle donne, ma partirà dal 3020: si calcola che per quella data Berlusconi si sia nel frattempo estinto...


Rimandata l'aumento dell'Iva: protesta della Zanicchi che s'è lamentata dicendo che tra quello che prende a mediaset e il suo stipendiuccio da europarlamentare meno presente a Strasburgo non sa proprio come può riuscire a campare...


Annunciata la riduzione degli stipendi ministeriali: finché si tratta di dell'ennesimo annuncio del governo, ha dichiarato il ministro Rotondi, ci posso pure stare...


Aumenta la tassazione sulle biciclette e sui pedoni: così gli ecologisti imparano a non comprarsi un suv...


Allentato il patto di stabilità per i comuni virtuosi: viva protesta del comune di Arcore per questa discriminazione preventiva...


Introdotto un provvedimento per il processo breve: è la solita lotta contro gli sprechi dei processi inutili...


Aumento il costo delle tazzine di caffè: così i parlamentari evitano di andare al bar quando ci sono votazioni in corso... 


Abolite le province, ma nel 2032 quando un asteroide sfiorerà la Terra...





mercoledì 29 giugno 2011

Grande Fratello: come il regime manipolava e manipola l'informazione Rai-Tv


la macchina permanente del consenso

In questi giorni stiamo diffondendo un allarme sulla censura che si vuole operare in internet, Unita alla manipolazione rai-tv il controllo sarebbe totale 

Le telefonate intercettate nel 2005, nell'ambito dell'inchiesta Hdc. Da Deborah Bergamini a Pionati a Del Noce, tanti si attivano per addolcire a Berlusconi il boccone amaro delle Regionali, ma anche per discutere con la supposta "concorrenza" i palinsesti più favorevoli al "Biscione". Fino alla costituzione di una "task force" per controllare e disinformare. Un gruppo che funziona ancora...

Bersani o i dilemmi della politica


Caro Bersani,
ciò che il duo B&G sta preparando
è un trappolone grande quanto un palazzo ministeriale
altro che "presa in giro degli italiani"
o "farsa drammatica"!
Or ti domando:
come segretario del maggior partito di opposizione
cosa hai in mente di fare per non cadere
paro paro in questo trappolone?

 a) Raccogliere altri dieci milioni di firme per respingere la manovra del governo?
b) Aspettare i saldi di gennaio per avere uno sconticino sulla manovra?
c) Fare tutto il possibile per evitare di vincere
le prossime elezioni politiche?

Quanto alla soluzione a) non mi sembra una buona idea (io, ad esempio, non rifirmo); la soluzione b) potrebbe funzionare, però gli sconti potrebbero non essere pari a quelli attesi; credo che la soluzione migliore rimanga la c) per due ragioni: la prima, è che siamo già avviati su questa strada, quindi abbiamo già percorso metà del cammino (come dice il proverbio: chi ben inizia è a metà dell'opera!); la seconda, meglio perdere le prossime elezioni che non perderle per altri dieci anni!
Naturalmente, in tutto questo c'è un prezzo da pagare: perdendo le prossime elezioni la sala del bunga bunga sarà trasferita al Quirinale, perché il duo B&G si divideranno i compiti: il primo continuerà ad occuparsi di "pilo" e il secondo di pil. Pazienza, Bersani, se questo è il prezzo da pagare lo pagheremo, malvolentieri. Se poi tu hai in mente un'altra soluzione affrettati a comunicarcela, perché noi qui non stiamo mica a grattugiare il pane per far polpette avvelenate a chi verrà dopo di noi: ci siamo intesi?

martedì 28 giugno 2011

Dialogo tra Giulio & Silvio su come fregare il popolo sovrano

"Silvio, hai capito come possiamo fregare il prossimo governo? Noi facciamo una manovrina di pochi spiccioli, la manovrona la carichiamo sul groppone di chi verrà dopo di noi. Tu potrai dire di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani, e quelli che verranno dopo di noi dovranno metterci pure i piedi. Loro fanno il lavoro sporco, tempo due anni si sfasciano... e noi torniamo a governare".
"Cribbio, la tua idea è davvero brillante! Anche il Bossi sarà d'accordo! Ma se la berranno gli italiani?".
"Silvio, chi ha in mano il monopolio dell'informazione?"
"Io!"
"E allora? dov'è il problema?"


"Ma su internet ci sputtaneranno!"
"E l'agcom che ci sta a fare?"
"Giusto! Cribbio! Ci siamo levati dai piedi Santoro, mandiamo a quel paese quella Gabbianella, Garamella... insomma quella roba lì, facciamo una bella legge per oscurare qualche sito e siamo a cavallo!"
"Adesso, ordina alla tua controfigura di fare questa dichiarazione: 'C'è l'accordo sulla manovra. Il governo esce più rafforzato', mandalo in onda su tutte le tv e la cosa è fatta!". 
"Ragazzi, quest'uomo è davvero un genio!"


se venisse approvato la delibera dll'Agcom, questo blog potrebbe essere oscurato:





Allarme rosso sulla rete: l'ultima porcata

Delibera agcom, la rete si mobilita contro la censura


E adesso tocca alla rete: questa maggioranza agonizzante, visti i risultati delle ultime elezioni amministrative e il responso referendario, prima di smobilitare s'accinge a sferrare un attacco contro la rete, con l'evidente scopo di ridare alle tv di regime il monopolio dell'informazione e della formazione delle coscienze.
Suoniamo le nostre sirene:


Io non ci sto
no censura
no bavagli


invito tutti i blogger
a pubblicare
un post contro la censura

"Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare", disse contro Antonio Gramsci il pubblico ministero Isgrò nella sua requisitoria dinanzi al Tribunale speciale per la difesa dello Stato.
A questa maggioranza bastano un paio di anni, da qui sino alle prossime elezioni politiche: la rete è un cervello e ognuno di noi è un neurone che connettendosi con altri migliaia di neuroni forma un'intelligenza collettiva. Ora, vogliono impedire a questo cervello virtuale di funzionare.

lunedì 27 giugno 2011

Questo regime vuole impedire al cervello della rete di pensare...


non credevo che questa volta i fatti mi dessero subito ragione:
Il vero scopo di questa censura è colpire soprattutto i blogs.

Come un tempo, il fascismo voleva impedire a un cervello di pensare almeno per vent'anni, così oggi questo regime vuole impedire al cervello della rete di pensare. Comincia, dunque, il giro di vite. Hanno capito che non è Annozero, non è Crozza, non è Ballarò a creare un nuovo clima di opinione, ma è la rete, ed è lì che c'accingono a colpire. Sento già puzza di censura.  Ora il regime vuol fare sul serio, non contento di chiudere quei programmi scomodi, s'appresta a chiudere la bocca a cittadini "comuni" che non hanno diritto di parola, che devono tornare a scrivere sui loro diari e a tenerli chiusi in un cassetto, cittadini che non devono nuocere perché non hanno un nome, non sono famosi, non hanno un giornale su cui scrivere, e quindi non hanno alcun diritto di scrivere rivolgendosi a un pubblico più vasto. Che un post venga letto da duecento persone, anziché da due, è già qualcosa che può dare fastidio, perché quelle duecento persone sono lettori attivi, opinion-leader, gente che crea un comune sentire. Torniamo al Medioevo, ai cahiers de doléances, ma ricordiamoci poi che fine fecero Luigi XVI e L'Ancien Régime...

Il paese è tenuto in ostaggio da una maggioranza di governo

Non era mai successo nella storia della nostra Repubblica che una maggioranza di governo tenesse in ostaggio il paese. Sì, miei cari visitatori, di questo si tratta: esiste una maggioranza (non legittimata dalle urne) che ha "sequestrato" il paese. Possano accadere scandali, inchieste, sconfitte elettorali; i membri del governo possono ogni giorno partecipare a un gioco al massacro; scoprire che il vero presidente del consiglio era in realtà una persona del tutto sconosciuta alle cronache politiche; assistere ogni giorno a continui litigi, vedere ogni minuto salire la tensione; mandarsele a dire senza tanti complimenti, ecc. ecc. Poi ti volti dall'altra parte, è tutto sembra tranquillo, si va avanti come se nel paese non accadesse nulla, ma proprio nulla. Dico che c'è una maggioranza di governo che ha sequestrato il paese perché il paese è letteralmente scomparso di scena: i suoi problemi, i suoi assilli non esistono, esistono soltanto i problemi di questa maggioranza che deve fare i conti con le intercettazioni, con i processi, con la sua tenuta, con la sua voglia di arrivare alla fine della legislatura, con la sua azione tesa a sopire tensioni, a lenire invidie, ad accontentare appetiti inesauribili. Tutto il resto poi è scomparso: due realtà che viaggiano in direzione opposte. A me, l'impressione che dà questo governo, è che stia governando un'altra nazione, cioè che non stia governando l'Italia, ma un paese estero. Quando ascolto qualche telegiornale mi sembra di sentire notizie provenienti da un altro Stato, forse dalla cosiddetta "Padania"; mi viene persino il dubbio che questo Stato effettivamente esista, che non si parli dell'Italia, perché l'Italia non esiste più, forse è un ricordo delle scuole elementari. Il paese è tenuto in ostaggio di questa maggioranza di governo che gli impedisce di comunicare con l'esterno, di manifestare il proprio disagio, ed è completamente immobilizzato. Cosa chiede il signore di Arcore per rilasciare il suo ostaggio? Un'immunità parlamentare? Un salvacondotto a vita? Si può andare avanti così fino al 2013 guidati soltanto dalla paura di perdere l'elezioni? Si può restare incollati alle proprie poltrone restando del tutto indifferente a quel che accade nel paese? Cos'altro deve succedere ancora per far smuovere questa maggioranza di governo? Ma non vedono ogni giorno che passa che il paese è sempre più stanco e sfiduciato? Che i giovani vanno alla deriva perché non credono più a nulla e in nulla? Quali esempi stanno dando alle future generazioni? Quale lezione di vita stanno loro impartendo? Che bisogna essere indifferenti a tutto? Che accada quel che accade l'importante è salvare la pellaccia? Che non esiste alcuna etica pubblica? Che la miglior cosa è farsi i propri affari e trarre il maggior profitto dalle circostanze anche se ciò comporta un danno per l'intera collettività? Signori e signore della maggioranza mettetevi una mano sulla coscienza (se ancora ce l'avete) e restituite questo paese ai legittimi proprietari, cioè ai cittadini italiani, lasciate che siano loro a decidere delle proprie sorti, lasciate che questo paese che avete preso in ostaggio sia restituito alla sua normale dialettica politica.