martedì 7 giugno 2011

B&B: fallimento di un marchio di governo

Ci sono persone che fanno fatica a prendere atto della realtà dei fatti, o che caparbiamente si ostinano a non riconoscerla, si rifiutano o non vogliono accettarla. Capita un po' quello che capitava ai vecchi aristocratici decaduti, che abituati a vivere nel lusso, non volevano prendere atto che le loro famiglie erano cadute in disgrazia e non volevano rendersi conto che non potevano più condurre la loro esistenza come se nulla fosse accaduto. Una di queste persone corrisponde al nome di Giuliano Ferrara. Da tempo, quasi con ostinazione, invita il premier a rilanciare la sua leadership, a ritrovare smalto e rilegittimazione mettendosi in competizione con gli altri candidati del centrodestra che sempre più trovano la forza di uscire dal cono d'ombra dove sino a ieri erano rimasti prigionieri. Ma Ferrara non vede o finge di non vedere che l'operazione è semplicemente fuori luogo: un capo di governo non può sfidare gli altri candidati restando capo di governo. Poniamo per ipotesi (assurda) che Berlusconi accetti, come vuole Ferrara, le primarie ad ottobre e che le perda: potrebbe secondo il consigliere del principe "d'ar core d'oro" restare ancora in sella? Non si trasformerebbero le primarie del pdl in una sorta di elezioni anticipate "virtuali"?
Questi signori patetici non vogliono o non possono prendere atto che il paese è andato già oltre il berlusconismo, che il clima d'opinione è completamente cambiato rispetto a qualche anno fa. La stagione del berlusconismo si è chiusa, e i prossimi referendum vi metteranno sopra una pietra tombale, così come il referendum sulla preferenza unica del 1991 mise fine alla stagione del craxismo. Come spiegava pacatamente ieri sera all'Infedele di Gad Lerner, il professor Ilvo Diamanti (a cui faccio tantissimi auguri) ogni svolta epocale in Italia è stata anticipata da un referendum: è successo nel 1974, nel 1985, nel 1991, e succederà ancora nel 2011. L'Italia del Terzo Millennio non può essere governato dal duo B&B. Questo marchio da dieci anni (quasi) non ha fatto altro che produrre danni al paese. Ecco perché ora vuole svoltare pagina. E un forte segnale in tal senso arriverà proprio domenica e lunedì prossimo.


Insomma,
quel cavalier che non s'era accorto
andava combattendo ed era morto
Posta un commento