martedì 14 giugno 2011

I blogger, animali dal sangue caldo

Mi piace segnalare questo articolo di Oscar Nicodemo Meglio i blog dei giornali a conferma di quanto scrivevo ieri
La rete la sfera pubblica dove si forma l'opinione pubblica 
In effetti, l'autore dell'articolo scrive:
Se si tiene conto dei tanti siti che nella rete annunciavano un’opinione pubblica attivata in un’inversione di tendenza , va da sé che i giornalisti sono stati ridimensionati oltremodo dai blogger. Scrittori gli uni e scrittori gli altri, ma questi ultimi sembrano avere una marcia in più rispetto ai primi, che disabituati a pensare per conto proprio producono analisi apatiche e del tutto inadeguate alla realtà del momento.
Personalmente come blogger mi riconosco pienamente in questo giudizio e, come ho scritto in precedenza, i giornalisti sono soliti ad arrivare sempre dopo a commentare i fatti, quando la festa è ormai trascorsa, senza essere capaci di "annusare" nell'aria ciò che di nuovo si muove o si agita. Forse il segreto di tutto ciò sta nel fatto che il disagio prima di raccontarlo su una pagina web uno lo vive direttamente sulla propria pelle. Ad esempio, quando io spiego le ragioni che mi inducono ad andare a votare sui quattro referendum, e scrivo che sono "incazzatos", non sto facendo delle semplici analisi, ma mi sento parte in causa, quindi che il referendum abbia un esito anziché un altro per me che scrivo non è una faccenda indifferente. Allora non soltanto voglio capire l'umore degli elettori ma anche analizzare in che direzione s'incanala quell'umore, e sulla base di quell'analisi fare le mie previsioni. 
Insomma, la maggior parte dei giornalisti sono rane dal sangue freddo che si scaldano soltanto quando sono esposte al sole del potere, pronte a gracchiare non appena vedono una bella carrozza d'oro passare accanto, nella speranza che possa scendere un principe, baciarle e trasformare in bellissime principesse. I blogger, invece, sono animali dal sangue caldo che vivono le cose con passione e con amore che non aspettano il passaggio delle carrozze, perché ciò che fanno lo fanno semplicemente perché lo vogliono fare.       
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