domenica 22 maggio 2011

Perché il centrodestra è destinato a perdere

Ricordate le campagne elettorali in cui Berlusconi stravinceva? In particolare quella del 2001 e l'ultima del 2008? Quale grossolano errore commetteva la strategia comunicativa dello schieramento opposto? Dipingendo Berlusconi come il "male assoluto" si determinavano due effetti negativi: primo, si provocava una grande sovraesposizione del proprio avversario; secondo, le proprie proposte risultavano del tutto sbiadite. Provocava dunque l'effetto di esaltare mediaticamente il proprio avversario, rendendolo protagonista assoluta della scena elettorale, e, per contrasto, di ridurre il proprio ruolo a comparsa. Nel bene o nel male, più si parla dell'altro meno si parla di sé. Più si parla dell'altro e più l'altro acquista fascino e col fascino aumentano le sue proprietà taumaturgiche. Si arriva a credere che l'altro abbia il potere di compiere qualsiasi miracolo. Tuttavia, quando il popolo attribuisce queste proprietà poi i miracoli se li aspetta davvero! Ma questo è un altro discorso.
Torniamo all'oggi. Quasi, per una regola del contrappasso, la strategia mediatica del centrodestra sta commettendo gli stessi errori che il centrosinistra commetteva nelle trascorse campagne elettorali: Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli sono dipinti come il fulcro di ogni male possibile. Ciò ha come effetto di aumentare l'esposizione mediatica dei due candidati e di sbiadire le figure dei loro competitori. La Moratti in questa campagna interpreta la parte dell'attrice comprimaria, quella che sostiene un ruolo importante, ma dopo quello del protagonista, che, invece, occupa tutta la scena mediatica. Insomma, aver focalizzata tutta l'attenzione su ciò che i candidati del centrosinistra faranno in caso di vittoria è stato un grave errore in quanto avrà come risultato quello di aumentare le loro probabilità di sopravanzare nelle urne gli avversari. Ormai, il centrodestra, preda di questa logica, non ha più tempo per correggere la rotta, voglio dire, in quest'ultima settimana che rimane non può smettere all'improvviso di dipingere i loro avversari come la fonte di ogni male, cercando di far emergere la propria posizione; una rotta, aggiungo, che lo porterà dritto dritto sulla via del disastro.






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