lunedì 23 maggio 2011

La fucina dell'odio: De Magistris "forcaiolo"

Stamane ho letto il commento di un lettore de' Il giornale nel quale si diceva che  "se Napoli vota il floppista protetto dalle immunità europee, io cancello ogni riferimento su Napoli da tutte le mie cartine geografiche e butto al macero ogni libro o canzone che parla di questa città". Vedete, a me (ma credo ad ogni persona con un minimo di buon senso) non sarebbe mai passato di mente l'idea di pensare che se a Napoli vincesse Lettieri io ecc. ecc.. La cultura napoletana, le sue straordinarie canzoni, i suoi grandi attori e commediografi, Totò, Eduardo, Troisi,  non hanno nulla a che spartire con una contesa elettorale: i sindaci passano, ma loro restano. E non mi sfiorerebbe l'idea nemmeno se il 99% dei napoletani votasse compatto per Lettieri. Perché dunque mostrare questo disprezzo nei confronti di una parte (fosse pure la maggioranza) della città quando non è d'accordo con te? E' lo stesso disprezzo che Hitler, chiuso nel suo bunker, nutriva nei confronti del popolo tedesco, il quale, nonostante tutto il sangue versato per farlo vincere, non era degno di sopravvivergli e doveva miseramente perire annegato. Uno sarebbe portato a dire: calma, ragazzi, si tratta di una contesa elettorale, non si tratta mica di decidere le sorti dell'Universo intero. Dove ha origine tutto questo odio? Dove porterà tutto questo odio? Dove sono stati allevati e incubati questi piccoli essere paranoici? Dov'è la loro fucina? Non è forse venuto il momento di smantellarla e di guardare a chi non la pensa come te non come un nemico da distruggere ma come un avversario con cui confrontarsi?

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