sabato 28 maggio 2011

"Cupio dissolvi" del premier: il catalogo è questo

Mai s’era visto a memoria d'uomo qualcuno fare tanti errori uno dopo l’altro nel corso d'una campagna elettorale.
Il catalogo è questo:

  1. aver scelto candidati sbagliati (per sua stessa ammissione);
  2. averlo ammesso alla vigilia del voto;
  3. aver cambiato bruscamente idea sull’intervento militare in Libia;
  4. aver definito i giudici di Milano “brigatisti”;
  5. non aver preso le distanze dai manifesti infami su’ “I giudici br”;
  6. aver definito i giudici “cancro” da estirpare;
  7. aver nominato nove sottosegretari in un momento di crisi economica acuta del paese;
  8. aver taciuto per diversi giorni dopo la sconfitta al primo turno (si sa che i veri leader sanno essere tali nei momenti di difficoltà);
  9. aver invaso i telegiornali con spots mascherati da interviste;
  10. aver detto: "mi impediscono di parlare";
  11. aver puntato tutto sul tema della paura trasformando la campagna elettorale in una parodia;
  12. aver promesso al suo alleato il trasferimento di due ministeri e fatto subito marcia indietro;
  13. aver detto che chi vota a sinistra è uno senza cervello;
  14. aver detto alla fine della campagna elettorale che il voto di domenica e lunedì non avrà nessuna incidenza sul governo, rimangiandosi quanto aveva ripetuto nel corso della campagna elettorale;
  15. aver denigrato all’estero il proprio paese parlando di dittatura dei giudici;
  16. averlo ripetuto davanti alla conferenza stampa internazionale attaccando i giornali.

Ho provato ad elencare sommariamente soltanto gli errori più clamorosi, qualcuno m'è sfuggito (il lettore me li può suggerire), altri se ne potrebbero aggiungere. La sensazione che ho avuto è che questa campagna elettorale sia stata guidata da un vero “pasticcione” della comunicazione. Come si direbbe, non ne ha azzeccata una. 
Quello che aveva costruito le sue fortune politiche più per come riusciva a vincere le competizioni elettorali che non per come riusciva a governare, adesso si vede ritorcere contro proprio questo mito. In futuro negli annali della storia repubblicana sarà ricordata come la campagna elettorale peggiore dal punto di vista del marketing. Qui si tratta d’aver operato un vero e proprio “cupio dissolvi”, cioè il premier sembra esser stato preso da un vero e proprio raptus autodisfattivo.
Vedrete che nella prossima settimana il conto che i suoi amici gli presenteranno sarà più o meno questo.
Ascoltavo "autorevoli" (sic!) opinionisti dire che questo governo durerà sino alla fine della legislatura. Ebbene, una volta tanto mi permetto il lusso di fare una profezia e non una previsione: cadrà intorno alla data dei referendum di giugno.
Leggo, sempre a proposito di questi commentatori politici cosiddetti autorevoli (sic!), che comunque sarà l'esito elettorale la maggioranza dovrebbe darsi obiettivi chiari e costruttivi. Poniamo il caso (per assurdo) che l'esito non sia del tutto sfavorevole alla maggioranza, pensate davvero che il governo si dedicherebbe seriamente a risolvere i problemi del paese, o non pensate piuttosto che, forte del mandato ricevuto, continuerebbe a portare avanti con maggiore determinazione la sua azione contro la magistratura? a invocare commissioni d'inchiesta nei confronti dei pm milanesi, ecc.? Insomma, signori opinionisti, in quale pianeta vivete?   
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