domenica 30 novembre 2014

Fragonard o i casi felici dell’altalena @brunocorino



 Jean-Honoré, meglio noto in Francia col nome di Fragonard, ha da poco compiuto trentaquattro anni, e si trova nel pieno della sua potenza creativa, eppure da diversi giorni gli capita di starsene inerte davanti a una tela bianca, senza provare il minimo desiderio di riprendere in mano un solo pennello.

Sta leggendo un cartiglio imbrattato di colori del suo amico pittore, Gabriel-François Doyen: gli ha passato la commissione di un dipinto. Mentre legge le istruzioni, affiora un sorriso. Il soggetto è d’una estrema frivolezza: dipingere una donna sull’altalena con un cardinale che la spinge e un uomo nascosto tra i cespugli che spia le grazie di lei mentre vola sull’altalena.
L’amico Doyen non poteva certo soddisfare questa richiesta, lui dipinge soltanto scene sacre e storiche. Il committente, un ricco banchiere, pare che sia disposto a pagare una cospicua somma per la sua realizzazione! Ma in quella descrizione, Fragonard ha visto un dettaglio che mal s’accorda con la scena che lui ha immaginato, che le toglie leggerezza. Jean-Honoré ne ha parlato con l’amico: a spingere l’altalena non ci vuole un cardinale, ma un uomo anziano, forse il marito della donna. Il committente ha accettato la variazione proposta dal pittore, e ora non vede l’ora che si metta all’opera per realizzarla.
Ma Fragonard non è nello stato d’animo giusto per dare corso alla sua esecuzione. La sua mente è prigioniera di un dilemma che non sa come sciogliere, come le nuvole che vede in cielo squarciate da un timido raggio di sole che penetra nel suo studio e che si raccoglie nel mezzo della tela bianca.
I suoi occhi sembrano oscillare dentro la luce bianca della tela, quasi a voler carpire, in mezzo a quei filamenti, una fonte d’ispirazione che sembra smarrita. Mentre osserva la luce perpendicolare cadere dal soffitto al centro dello studio, dove il pittore ha sistemato un grosso cavalletto, la sua mente vacilla verso altri pensieri, ben più gravi di quelli che la sua ridicola scenetta, in quel momento, sembra suggerirgli.
Se l’ombra di Marie Anne Gerard gli offusca la mente, la luce della sorella di Marie Anne gli incendia il cuore! Un amore disperato il suo, che ha invaso come un torrente in piena la sua anima, i suoi pensieri, un amore senza soluzione, privo di sbocchi, da vivere nella solitudine, nella disperazione e nel tormento! Anche la sua mente oscilla tra le due sorelle, l’una bruttina e innamorata del pittore, l’altra bella, decisamente bella, ma completamente indifferente ai suoi palpiti. Ed è quest’indecisione a tenerlo sospeso davanti alla tela: e la sua mente continua ad altalenare tra le due immagini di donna. Dire “no” a Marie Anne significa dire di no, per sempre, alla sorella. Dirle “sì”, significa rinunciare definitivamente a lei.
Ed è così che si macera l’animo a tal punto da togliergli ogni desiderio di dipingere. La frivolezza dei suoi dipinti mal s’accorda con il sentimento che sta vivendo in quel momento. Non vuole dipingere perché teme di proiettare in essi una luce fosca, tenebrosa. No, finché quelle ombre continuano ad offuscare la sua ispirazione non potrà riprendere in mano i suoi pennelli! Meglio starsene lì davanti alla tela vuota che dare corso ai suoi fantasmi!
Mentre la sua anima rimane sospesa a una cordicella, vede il suo volto riflesso nello specchio, ma vede soprattutto la sua vita precipitare in un gioco altalenante, in un continuo darsi e ritrarsi, e sempre più somiglia alla donna che dovrebbe rappresentare sull’altalena! E vede quanti inganni può riservarci l’amore, dietro la sua maschera festosa! La vita ci seduce e ci lusinga allo stesso tempo, con le sue luci e le sue ombre, con i suoi sorrisi e le sue lacrime, con estrema leggerezza, spinta dalla forza dell’amore, sembra farci volare in alto, sempre più in alto, ignari che le sue corde siano appese a due rami che giorno dopo giorno si logorano fino a spezzarsi!
Ed è così che nella sua mente l’eterno feminino della vita comincia ad assumere il volto di un donna dal viso rubicondo che gioca all’amore su d’una altalena! Come rapito da un vortice di passione, la mente creatrice di Fragonard inizia a volare su quell’altalena! Ora il pittore se ne sta accasciato sulla sedia, fissando intensamente la sua tela bianca, la fissa come se la vedesse da lontano, da molto, molto lontano, e guarda il gesto della donna, mentre inebriata si abbandona alla forza dell’aria, che lancia nel vuoto una scarpetta per il suo amante! La lancia verso una statua di Cupido, che sembra divertito ad osservare questa scena.
Sì, è tutto una finzione la vita! È tutta un’illusione l’arte! Ma noi finché vivremo avremo bisogno di crederci, e di continuare a crederci, fino a quando i rami non si spezzeranno! E così, preso da una frenesia, Fragonard comincia a stendere i colori sulla tela bianca…
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