martedì 29 novembre 2011

Campi di applicazione dell'Etoanalisi: la letteratura

A quali campi può rivolgersi l'indagine etoanalitica? In una parola potrei dire a tutti quelli che prevedono delle interazioni, vale a dire a tutti quei campi nei quali è possibile osservare effetti di reciprocità. Detta in questi termini l’affermazione appare piuttosto generica, poiché i campi che prevedono un effetto di reciprocità sono davvero sterminati.
In sostanza, è sufficiente che siano presenti due agenti qualsiasi in una qualsiasi relazione per dare atto a un effetto di reciprocità. In un certo senso, tale affermazione mi offre anche dei vantaggi, in quanto in linea di principio mi porta a non escludere nessun ambito dal mio osservatorio etoanalitico. Tuttavia, al fine di evitare il rischio di apparire troppo onnicomprensivo, voglio restringere i campi d’applicazione, anche perché prevedo che, quando altri studiosi avranno preso coscienza delle potenzialità dell’etoanalisi, e sapranno con padronanza maneggiarne gli strumenti teorici, non mancheranno di compiere altri tentativi per allargare i suoi ambiti applicativi.
Per quel che mi riguarda, molte applicazioni saranno dedicate al campo della letteratura, e del romanzo, in particolare. Sebbene tali riflessioni non hanno la pretesa di proporsi come verità scientifiche, ogni lettore di buon senso si renderà conto di quanto sia difficile allestire degli esperimenti in grado di verificare l’attendibilità di ciò sostengo talvolta in modo apodittico.
Per verificare la validità di queste modalità interattive avrei potuto fare appello al mio vissuto, alle mie esperienze e/o fare riferimento alla cerchia familiare e amicale. Ma, in tal caso, l'ambito osservato sarebbe risultato troppo "soggettivo", e avrebbe lasciato adito al sospetto di aver dato una visione "parziale", fatta di accentuazioni ed omissioni.
Nessuna teoria può sostenersi nel vuoto, essa ha bisogno di trovare spunti e appigli per continuare. Perciò, per evitare ch'essa rimanga priva di ancoraggio reale e che le sue proposizioni appaiano del tutto astratte, ho individuato nella letteratura un campo di applicazione in grado di offrirmi delle possibilità di verifica operativa. Sottoponendo ad interpretazioni etoanalitiche talune opere letterarie, quasi fossero dei veri e propri documenti “clinici”, do dunque ad ogni lettore la possibilità di verificarne l'attendibilità, per la semplice ragione che entrambi saremo nella condizione di possedere gli stessi dati. Inoltre, siccome non mi propongo di fornire un contributo critico-letterario, posso fare a meno di tutto quell’apparato critico che circonda un'opera, limitandomi semplicemente a leggere questi romanzi e racconti alla luce della mia teoria.
La scelta cade sempre su quei narratori che hanno saputo mettere al centro della loro macchina narrativa le interazioni tra i personaggi, in altri termini su quegli autori che hanno saputo costruire il loro tessuto narrativo attraverso interazioni interpersonali, vale a dire mi affido a quegli autori  che non si limitano a descrivere i caratteri dei personaggi, ma li sanno far emergere nel corso delle interazioni. Si tratta, dunque, di personaggi la cui coscienza non s’anticipa al lettore, ma emerge e si modifica dinamicamente nel corso della narrazione. Ecco perché ho preso in esame alcuni romanzi o racconti quali La lettera rubata di Edgar Allan PoeIl rosso e il nero di Stendhal, i romanzi di Italo Svevo, gli Indifferenti di Alberto Moravia, La morte di Ivan Il'ich di Tolstoj, o Il Nipote di Rameau di Diderot. Insomma, la scelta è caduta su quegli autori che hanno saputo offrire una “psicologia” piuttosto dinamica dei loro personaggi, una psicologia che si modifica nel corso delle loro interazioni.
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