domenica 26 febbraio 2012

Comportamento ambivalente, seduzione, ambiguità



Designo un comportamento come seduttivo quando esso può essere riferito tanto alla situazione quanto al Sé. L’ambivalenza è una proprietà intrinseca ad ogni comportamento concentrato su se stesso; vale a dire, in un’interazione è sufficiente spostare di poco l’attenzione dalla situazione al comportamento per creare un effetto seduttivo, poiché lo spostamento di attenzione dalla situazione al comportamento può essere percepito come un’allusione o come un rimando al Sé.

Pensiamo a una scena in cui un uomo, seduto a tavola, avverte che il suo piede è leggermente sfiorato da quello di una donna che sta seduta di fronte e che conosce appena.

L’uomo non sa se il gesto della donna è stato compiuto in modo intenzionale o se sia del tutto casuale. Tuttavia, il gesto viene percepito dall’uomo come ambivalente, perché può essere riferito tanto alla situazione (casualità delle circostanze) quanto a un modo per richiamare l’attenzione sul Sé. La situazione che si viene a creare è “equivoca”, e può causare imbarazzo poiché l’uomo in quella frazione di secondi non sa come decifrare il gesto. 

Finché la situazione non viene chiarita, volente o nolente, l’uomo è coinvolto, in quanto ha subito un’"intrusione" nel proprio ambito. Se la donna chiede immediatamente scusa, l’atto riparatore ristabilisce la situazione e dissolve l’ambivalenza. Se la donna esita nell’atto riparatore, il gesto inatteso può essere interpretato come volontario, e, come tale, attende una risposta. Se la donna ha effettivamente posto intenzionalmente in essere un gesto ambivalente rimane in attesa della risposta dell’uomo. In questo caso, l’unica risposta che la donna esclude è che l’uomo ignori il suo gesto, allontanando il piede, dando così alla donna la percezione che l’uomo ha interpretato il suo gesto come del tutto causale; se così fosse, l’uomo ripristina la situazione, deludendo l’attesa della donna. Se, invece, l’uomo decide di corrispondere al comportamento ambivalente della donna, allora deve mimarne gesto, sfiorando a sua volta il piede della donna. Anche in questo caso, il gesto dell’uomo può essere interpretato, a sua volta, tanto come riferito alla situazione quanto come un modo per attirare l’attenzione sul Sé. Ora le parti si sono rovesciate.
Se la donna corrisponde di nuovo al gesto dell’uomo, allora si mette in atto uno scambio ricorsivo, che va a creare tra i due un legame nuovo; quindi, l’elusione reciproca della regola ha fatto emergere tra i due un legame inedito. Da questo momento ognuno può comincia a porre dei limiti alla forma della relazione emersa da questo processo seduttivo, e ognuno potrà tentare di farli rispettare o di forzarli. 

Quanto detto non vale soltanto nel caso del gesto, ma anche nel caso di uno sguardo, di una frase o di una semplice parola: è sufficiente prolungare, accentuare leggermente un qualsiasi comportamento per creare un effetto ambivalente, spostando l’attenzione dalla situazione interattiva e concentrarla sul proprio Sé. Lo spostamento crea uno stato di stupore o di imbarazzo, perché l’agente trovandosi di fronte a un comportamento ambivalente e inatteso non sa come orientare il suo agire 

Un’altra caratteristica importante del comportamento ambivalente consiste nel fatto che spostando l’attenzione dell’altro dalla situazione al Sé, si alleggerisce il peso della situazione, su cui invece sono concentrate le aspettative e le previsioni. Nella condizione di attesa ogni comportamento ambivalente viene percepito come qualcosa che accresce lo stato di eccitazione. Nell’attesa, infatti, quando la risposta dell’altro corrisponde al comportamento ambivalente posto in atto, ciò che viene percepito è il superamento della resistenza altrui, che prelude a un successivo comportamento ambivalente, in un continuo crescente, sino a arrivare al momento della scarica dell’eccitazione accumulata. Il superamento di una resistenza altrui si traduce in un senso di potenziamento del proprio Sé. Ogni comportamento ambivalente messo in atto deve essere corrisposto da un altro comportamento ambivalente, cioè un comportamento mima un altro comportamento. La mimesi del comportamento ambivalente diventa dunque una conferma della propria attesa. Il piacere che si prova dipende proprio dal fatto di vedere corrisposta la propria attesa, che indica che si è superata la resistenza altrui. Mentre, nell’attesa ciò che non si vuol vedere confermata è propria il rispetto della regola, perché la conferma della regola è una sconferma del Sé. Nell’aspettativa, invece, la conferma della regola diventa una conferma del Sé. Nella previsione ogni sconferma della regola si traduce in una conferma del proprio Sé.

Questo scritto è un frammento dell'Etoanalisi
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