martedì 3 gennaio 2012

Forma concettuale, forma storica, forma interazionale: tre piani circolari

Quando vogliamo analizzare una delle tante forme che le interazioni umane danno luogo, abbiamo a disposizione tre modi per poter procedere nell'analisi. Poniamo il caso che voglia analizzare la forma dell'amicizia. In primo luogo potrei farlo dal punto di vista strettamente filosofico o concettuale. In tal caso, tenterei di far emergere i tratti generali presenti in ogni forma di amicizia. Quindi, si tratterebbe di saper individuare quali tratti hanno in comune una qualsiasi forma di amicizia.
In secondo luogo, potrei analizzarla dal punto di vista storico, al fine di verificare come, in un particolare contesto spaziale-temporale tale forma si è configurata. Per fare ciò dovrei porre l'accento sulle differenze. Inoltre, potrei analizzare tale forma in senso comparativo o diacronico. Potrei analizzare la forma dell'amicizia nel mondo classico della Grecia comparandola con l'amicizia in epoca elisabettiana; oppure, potrei analizzare tale forma in senso storico, e verificare come la forma dell'amicizia si sia modificata nel passaggio dal mondo omerico all'Età di Pericle.
Infine, potrei analizzare tale forma dal punto di vista empirico, prendendo in esame il rapporto di amicizia tra due persone concrete.
Una qualsiasi relazione tra due agenti si può analizzare dal punto di vista concettuale, dal punto di vista sociale, e dal punto di vista interazionale.  L'analisi si risolve dunque in una questione di distanza/vicinanza, ossia tutto si risolve nel modo in cui è centrato l'obiettivo. Il piano filosofico tende all'universale, quindi si presenta in modo più generico ed astratto, e mira all'essenzialità (tuttavia, non alla ricerca di un'ipotetica essenza, poiché non esiste alcuna essenza da scoprire, come credono taluni filosofi idealisti). Il piano storico avvicina l'obiettivo all'oggetto, e mira a individuare le particolarità rispetto al piano universale. Il piano interazionale avvicina l'obiettivo agli agenti concreti e tende a far emergere quanto di singolare si presenta nel loro rapporto di amicizia. Tuttavia, il rapporto tra questi tre piani è di tipo circolare, in quanto ognuno rimanda in modo inestricabile all'altro.
Pertanto, se dovessi analizzare dal punto di vista sociale la forma che l'amicizia ha assunto in un preciso contesto storico, dovrei analizzare le aspettative che concretamente si sono configurate in quella particolare forma senza prendere in esame i concreti agenti sociali. Anche se opero su un piano del genere, un rimando alla forma concettuale e alla forma interazionale sarebbe in ogni caso inevitabile. Allo stesso modo, qualora volessi analizzare un rapporto concreto di amicizia tra Caio e Sempronio, non solo dovrei analizzare la particolare "modalità interazionale" che i due agenti pongono in atto, ma dovrei al contempo aver presente sia la forma in cui l'amicizia si è configurata storicamente nel loro preciso contesto sociale, sia gli elementi in cui si dispongono nella forma astratta dell'amicizia.
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