Se dovessi indicare chi è stato, idealmente, il primo autore
digital global della storia, direi senza ombra di dubbio: il grande
Blackwood!
lunedì 20 gennaio 2020
domenica 19 gennaio 2020
Topolino contro Karl R. Popper, ossia l'autunno nero degli "oggettivisti"
1. il mondo degli oggetti fisici o degli stati fisici;
2. il mondo degli stati di coscienza o degli stati mentali, o forse delle disposizioni del comportamento ad agire;
3. il mondo dei contenuti oggettivi del pensiero, specialmente dei pensieri scientifici e poetici e delle opere d'arte.
Perché sono un "inattuale"
Odio l’attualità…
Odio vedere il proprio tempo appiattito al tempo presente,
come se soltanto ciò che accade nell’oggi ha senso e significato…
Odio vedere scorrere il tempo sempre nell’identica
dimensione…
Inquietudini d'uno scrittore da giovane
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Avevo voglia di pubblicare qualcosa di "vecchio", che avesse però degli accenti giovanili! Ed è così che mi sono deciso a pubblicare questo "atipico" romanzo di formazione, Bildungroman! Forse un genere letterario di cui si sono perse le tracce nell'attuale repubblica delle lettere. Ma dai! con tanti guai che il mondo sta attraversando in questo periodo storico ci mettiamo a fare della letteratura? e, addirittura, a scrivere romanzi? Bisogna proprio essere degli insensibili per scrivere cose del genere! Tanto più che, se uno per sbaglio iniziasse a leggere o a sfogliare il mio libro, s'accorgerebbe immediatamente che non ho scritto né un "romanzo" né, tanto meno, un "bildungroman". Anzi, forse ho riscritto...
domenica 25 ottobre 2015
Sull'essenza del poetare...
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| Rainer Maria Rilke |
e riconosco i polsi...
Ogni mio minimo movimento lascia
nel serico silenzio un’ impronta visibile;
l’emozione più lieve s’imprime incancellabile
sul teso schermo della lontananza.
Al ritmo del mio respiro si alzano
e abbassano le stelle.
Alle mie labbra s’ abbeverano i profumi
di angeli remoti.
Solo quello che penso: solo Te
non vedo.
R.M. Rilke
Ogni mio minimo movimento lascia
nel serico silenzio un’ impronta visibile;
l’emozione più lieve s’imprime incancellabile
sul teso schermo della lontananza.
Al ritmo del mio respiro si alzano
e abbassano le stelle.
Alle mie labbra s’ abbeverano i profumi
di angeli remoti.
Solo quello che penso: solo Te
non vedo.
R.M. Rilke
venerdì 23 ottobre 2015
Umile fiore di campo....
mercoledì 21 ottobre 2015
Rêverie….
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| Foto di Jo Pace |
Scrivere versi è come scendere nelle cavità interiori dell’anima,
colmare vuoti, mancanze, assenze: è il nulla che preme sul cuore. Scriveva il Malte di Rilke che “bisognerebbe
aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta la vita e meglio una lunga
vita, e poi alla fine, forse si riuscirebbe poi a scrivere dieci righe che
fossero buoni. Poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si
fanno già presto), sono esperienze”. Forse per questo io, in tutta la mia
esistenza, sono riuscito a scrivere soltanto pochi versi.
Ma ancora non ho capito cosa si prova a guardare qualcosa
che sta lontano e che non si può toccare. Perciò la sera, quando ammiro la luna
e le stelle, è il loro silenzio ad attrarmi. Loro non parlano, e a volte mi
sembra che stanno lì soltanto per ascoltare. Chissà quante lingue, accenti e
voci hanno ascoltato nel loro tempo infinito! Voci poetiche e voci disperate! Ma,
purtroppo, non si lasciano mai incantare. Del nostro pianto non si commuovono
né si dolgono. Forse per questo somigliano tanto alle rose, o a tutte le belle
cose!
Desiderio....
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| Foto di Jo Pace |
Desiderio
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…dove si proiettano i nostri desideri se non laddove è stata o è vissuta un tempo la nostra anima?
Il desiderio esprime sempre un ritorno dell’uguale, un ripetere uno stato d’animo già vissuto e precedentemente amato, un ritorno insomma al suo paradiso “perduto”, che la memoria ha trasformato in ricordi o in un "immaginario" perduto nella memoria.
Quindi una tensione a ripercorrere attimo dopo attimo i luoghi e i tempi in cui abbiamo incontrato la nostra “anima”... a riviverli con la forza della nostra immaginazione con la speranza quasi di poterli un giorno di nuovo riviverli...
Ed ecco che ogni luogo, ogni strada, ogni panchina, ogni piccolo sasso che s’incontra nel nostro cammino s’accendono d’una luce nuova, diversa e magica, come se nei loro atomi di vita avessero conservato l’essenza di ciò che noi, anime desideranti, cerchiamo, appunto, nostalgicamente....
Riflessioni intorno a un aforisma di Nietzsche
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| Foto di Jo Pace |
Fiedrich Nietzsche. frammento 16 (40) 6.
Tempo memoria e poesia
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| Foto di Jo Pace |
Da il “Libro della vita monastica”
Il tempo è come l’orlo
secco
d’una foglia di
faggio.
È la splendida veste
che Dio scagliò
lontano
quando, eterno abisso,
si stancò di volare
e si nascose agli anni
finché, come radici,
spuntarono
in ogni cosa i suoi
capelli.
Rainer Maria Rilke
lunedì 19 ottobre 2015
Cosa tra le rose....
La mia estate...
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| Foto di Jo Pace |
M’accompagna l’ombra, alla sera, un’ombra che si staglia lungo un nero, silenzioso selciato, quasi a segnare la fila dei ricordi, che, uno dopo l’altro, se ne vanno, via, in compagnia dei miei passi… lasciando soltanto un labile riflesso quasi a dire tu non vivi più tra questi sassi.
Io amo la mia terra arsa dove le primavere sono sogni velati d’amore. Tra le ombre inquiete di queste tegole rotte si sparge l’acre l'odore dell'estate..
Ho bevuto acqua alla fontana, al mattino. L'acqua era fresca, e fresco il mio sorriso. E così camminavo smarrito tra queste antiche viuzze, ascoltando gli odori della mia infanzia, e in ognuna cercavo di trovare il senso assoluto delle cose, cercando di vedere la bellezza dell’arcobaleno…
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