Il mio interesse per l’opera e il pensiero di Antonio Gramsci affonda le sue radici in anni lontanissimi. Stavo per compiere il mio diciannovesimo anno di età quando nel maggio del 1980 lessi per la prima volta la Vita di Antonio Gramsci di Giuseppe Fiori. L’anno dopo seguii uno sceneggiato biografico in quattro puntate, diretto da Raffaele Maiello e trasmesso da Rai 2. Di Gramsci ho apprezzato immediatamente più che le sue qualità di dirigente e segretario del Partito comunista d’Italia il suo spessore teorico. Nella breve sintesi tracciata da Fiori dei Quaderni del carcere capii che Gramsci non era un pensatore che potesse essere circoscritto esclusivamente nel quadro politico italiano. Al centro della sua riflessione in carcere c’era un nodo teorico fondamentale che investiva in pieno la “crisi del marxismo” come si stava profilando proprio agli inizi degli anni Ottanta.
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mercoledì 1 settembre 2021
venerdì 30 luglio 2021
Apologhi e Favole di #brunocorino
Leggi opera: Apologhi & Favole
«Il mondo deve diventare favola», scrisse un giorno Novalis.«Il mondo vero è diventato favola», rispose Nietzsche. Ma nel mondo attuale ci sono ancora autori che credono nel valore pedagogico delle favole? Ci sono ancora bimbi che chiedono: “Papà, mi racconti una favola?” Anni fa, un amico mi diceva che lui evitava di raccontare favole o fiabe ai suoi figli perché non voleva che crescessero nell’illusione di vivere in un mondo di favole. Il suo atteggiamento nei loro confronti rovesciava un aforisma di Nietzsche: «La verità è brutta, perciò evitiamo di renderla bella». Il mio amico credeva che fosse meglio educare i propri figli nel disinganno cautelativo. Raccontare favole significava per lui educare i propri figli ad essere degli “ingenui” nella vita. Infatti, soltanto un ingenuo può credere nelle favole!
sabato 2 maggio 2020
Arco teso... Omaggio a #Nietzsche
La mia condizione è d'essere un Arco,
strumento di vita che genera morte,
ma anche fonte d'infinite metafore.
Metafore che sanno di passaggi,
perché io stesso sono un passaggio,
dalla vita alla morte,
dall'amore all'odio,
passaggio di archi e di trionfi,
di giochi e d'armonie,
passaggi storici, epocali,
passaggio della forza terrena
che attraverso il corpo in tensione
tra due estremità fa scoccare la sua freccia implacabile.
sabato 1 febbraio 2020
Dell'erranza. Dall'Ulisse di James Joyce al Don Chisciotte della Mancia di Miguel Cervantes
L’universo della comunicazione ha dissipato la nebbia che un tempo avvolgeva il mondo dell’Essere, e ne ha svelato la dimensione mitica. Lasciate allora che il divenire mi sveli l’illusione della sua magica forza, ora che l’esperienza della comunicazione sopravanza, e di gran lunga, la comunicazione di qualsivoglia esperienza, così come un tempo James Joyce svelò al mondo come lo scrivere dell’esperienza finì con il cedere ineluttabilmente il passo all’esperienza dello scrivere.
domenica 26 gennaio 2020
Il corpo ha bisogno di nutrirsi, come la mente di apprendere
Il corpo ha bisogno di nutrirsi, come la mente di apprendere. Il “saper” appendere come il “saper” conoscere è una questione di nutrimento. Questo mi ha insegnato la filosofia di Nietzsche ogniqualvolta mi siedo alla tavola dei valori trasmutati. Poche regole per riconoscere i cibi sani da quelli cattivi. Molti cibi soddisfano il palato, ma non danno nutrimento. Si tratta di quei cibi prodotti in modo dozzinale, ma ben confezionati. Spesso più che il contenuto è l’involucro ad attrarre.
sabato 25 gennaio 2020
L'avventura d'una scrittura
«Pip. Cos’è che vola? Rondine? Pipistrello probabilmente».
E così mi ritrovo d’un tratto a camminare, una sera d’estate, sulla riva del mare ad ascoltare quel suono onomatopeico. Da qui non sento i clangori delle spade dalle lame scintillanti che stridono e che sfrigolano. Addio Lancillotto. Addio Ettore. Addio pio Enea. La vita poetica come ricapitolazione (l'ennesima) della vita della poesia. «Il mondo deve diventare favola», scrisse un giorno Novalis. «Il mondo vero è diventato favola», rispose Nietzsche.
E così mi ritrovo d’un tratto a camminare, una sera d’estate, sulla riva del mare ad ascoltare quel suono onomatopeico. Da qui non sento i clangori delle spade dalle lame scintillanti che stridono e che sfrigolano. Addio Lancillotto. Addio Ettore. Addio pio Enea. La vita poetica come ricapitolazione (l'ennesima) della vita della poesia. «Il mondo deve diventare favola», scrisse un giorno Novalis. «Il mondo vero è diventato favola», rispose Nietzsche.
venerdì 24 gennaio 2020
Passeggiate filosofiche
Qualche tempo fa, è uscito un libro di Roger-Pol Droit dal
titolo La passeggiata di Kant. Da
quel poco che ho letto, si tratta di un testo che vuole offrire una “filosofia
del camminare”. In verità, sulle passeggiate dei filosofi esistono tanti
aneddoti. Talvolta persino divertenti. Altre volte sono un po’ più seri. Mi
torna in mente, ad esempio, l’insidiosa obiezione di Thomas Hobbes al cogito
cartesiano, che il filosofo francese voleva “spacciare” come “sostanza”, ossia
una res cogitans, quando in realtà, secondo Hobbes, si tratta di
un’attività della mente.
mercoledì 22 gennaio 2020
Poesia, narrazione, filosofia: ossia creare, innovare, conservare
lunedì 20 gennaio 2020
Ho una predisposizione per gli autori marginali...
Ho una predilezione per i pensatori “marginali”, quei pensatori che installano la loro riflessione nei “margini” del pensiero, nelle sue pieghe più nascoste, ossia nella terra di nessuno. Pensatori che attraversano confini e che non amano piantare tende nei luoghi di qualcuno.
mercoledì 21 ottobre 2015
Riflessioni intorno a un aforisma di Nietzsche
![]() |
| Foto di Jo Pace |
Fiedrich Nietzsche. frammento 16 (40) 6.
venerdì 2 dicembre 2011
Le metamorfosi dello spirito: leone, cammello, bambino
In Così parlò Zarathustra, Nietzsche indica
ne’ I discorsi di Zarathustra (Parte
prima), le tre metamorfosi dello spirito: «Come lo spirito diventa cammello, e
il cammello leone, e infine il leone fanciullo». Il cammello è la bestia
paziente ed ossequiosa, che percorre in fretta il deserto, «ma nel deserto più
solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone.
domenica 27 novembre 2011
Scoprire il nucleo più profondo del potere
Scoprire
il nucleo più profondo del potere: il mio compito è questo. Ma non si tratta di andarlo a cercare in un luogo invisibile o negli oscuri meccanismi dell'inconscio, bensì in qualcosa che si ha costantemente sotto gli
occhi. Se sfugge all’osservatore, come aveva intuito Edgar Allan Poe nella Lettera
rubata, non è perché è nascosto, ma a causa della sua troppa evidenza.
giovedì 17 novembre 2011
Sull'essere inattuali: considerazioni a margine di "Sull'utilità e il danno della storia" di Nietzsche
Tra me e Sull’utilità
e il danno della storia per la vita, la Seconda Considerazione Inattuale di
Nietzsche, esiste un rito antico, che risale al lontano 1983, anno in cui
acquistai il saggio nell’edizione Newton Compton con introduzione di Sergio Moravia.
Un tempo avevo persino l’abitudine di segnare con delle date la fine della
lettura dell’intero saggio o anche di un semplice paragrafo. Cosicché,
periodicamente, mi capita di riprendere in mano questo piccolo libro e di
rileggerlo.
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