«Pip. Cos’è che vola? Rondine? Pipistrello probabilmente».
E così mi ritrovo d’un tratto a camminare, una sera d’estate, sulla riva del mare ad ascoltare quel suono onomatopeico. Da qui non sento i clangori delle spade dalle lame scintillanti che stridono e che sfrigolano. Addio Lancillotto. Addio Ettore. Addio pio Enea. La vita poetica come ricapitolazione (l'ennesima) della vita della poesia. «Il mondo deve diventare favola», scrisse un giorno Novalis. «Il mondo vero è diventato favola», rispose Nietzsche.
E così mi ritrovo d’un tratto a camminare, una sera d’estate, sulla riva del mare ad ascoltare quel suono onomatopeico. Da qui non sento i clangori delle spade dalle lame scintillanti che stridono e che sfrigolano. Addio Lancillotto. Addio Ettore. Addio pio Enea. La vita poetica come ricapitolazione (l'ennesima) della vita della poesia. «Il mondo deve diventare favola», scrisse un giorno Novalis. «Il mondo vero è diventato favola», rispose Nietzsche.
