venerdì 8 luglio 2011

Ormai siamo governati da una "Compagnia di teatranti"!

Neanche ai tempi di Tangentopoli la politica era scesa così in basso come in queste ultime settimane! A vedere insieme tante scenette e sceneggiate, non so, ma uno viene preso dalla sconforto, specialmente quando quell'uno ritiene che la politica sia una cosa seria, perché è un'attività che nelle sue scelte decide la vita di ogni cittadino. L'inchiesta su Tangentopoli aveva portato allo scoperto il sistema di corruzione che aveva corroso la classe politica, ed ebbe anche tragici epiloghi: fu, insomma, un dramma, per noi spettatori e per gli stessi protagonisti. Adesso, non si tratta soltanto di corruzione, ma di una reciproca e continua denigrazione, il tutto condita con scenette comiche, che resteranno negli annali della storia politica. Insomma, dopo vent'anni, siamo passati dalla tragedia alla commedia dai sapori triviali. Come spettatori assistiamo divertiti agli spettacoli messi su da questa compagnia teatrale, ma siamo anche spettatori preoccupati, preoccupati perché a farne le spese in tutta questa rappresentazione comica è il valore della democrazia, cioè il valore della rappresentanza politica. Quando la degenerazione tocca punte così estreme non possiamo che esserne travolti. Non giova affatto alla nostra e alle generazioni future. Ormai abbiamo la netta sensazione di essere governati da una "compagnia di giro allargata": abbiamo attori comici, attrici, caratteristi, e poi abbiamo gli altri ruoli, che sono quelli dei genitori nobili, del despota, dell'innamorato sciocchino, il cosiddetto mamo. E ogni giorno ci domandiamo chissà oggi quale spettacolo andrà in onda. Non è difficile attribuire un'identità a ciascun personaggio, basta un po' d'immaginazione! Se questa compagnia di giro allargata facesse soltanto ridere, e non prendesse decisioni "serie", che riguardano la vita di ciascun cittadino, potremmo pure tollerarla; ma  purtroppo non è così! Un giorno qualcuno ci domanderà: come abbiamo potuto tollerare e sopportare questa degenerazione indecente, cosa abbiamo fatto per contrastarla?  Forse non è più tempo di ridire...

Risposta ad Egill-

Ciao Egill, io ormai sono disgustato di tutti quei miasmi che si respirano in queste fogne da basso impero giunto al culmine della decadenza; non ho più voglia di prendere in giro il potere, perché esso ci riesce da solo; adesso basta mettere in rete un qualsiasi frammento d'una loro apparizione che gli esiti comici sono assicurati; ma, ultimamente, mi sta accadendo quello che accade quando ci si trovi di fronte a un bimbo birichino: una, due, tre volte si ride delle sue marachelle, ma poi si diventa serio e preoccupato. Se si continua a ridere delle sue azioni la situazione andrà peggiorando sempre di più. Quando vado sugli altri siti vedo una serie di prese per i fondelli del potere; la cosa comincia un po' a preoccuparmi; è come se dietro la nostra risata nascondessimo la reale capacità di interpretare i segni profondi del malessere che ci ha sommerso; ridiamo per non piangere, ma forse è venuto il momento di piangere, altrimenti un giorno sfogheremo tutta la nostra ira distruggendo tutto, il bene come il male...
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